In molti ci siamo emozionati con la straordinaria interpretazione del compianto Robin Williams, scomparso quest’oggi 12 agosto 2014, nel film L’attimo fuggente. In molti ricordiamo quella splendida scena in cui l’attore decanta i versi di una poesia i cui primi versi ci sono ormai famigliari: quel “O Capitano, mio Capitano” continuerà a farci immaginare ancora il Professor John Keating in piedi sul nostro banco di scuola.

Sono in pochi, però, a conoscere le origini di quei versi, scritti dal poeta Walt Withman nel 1865 in occasione del’assassinio del presidente degli Stati Uniti Abraham Lincoln. Riferimenti metaforici a questo tema vengono ripetuti nel corso di tutta la poesia. La nave (“ship”) di cui si parla vuole rappresentare gli Stati Uniti d’America, mentre il viaggio tremendo (“fearful trip”) richiama le difficoltà della guerra di secessione americana. Il capitano del titolo (“Captain”) è proprio Lincoln. O capitano! Mio capitano! è stata l’unica poesia antologizzata durante la vita di Whitman.

Vi riproponiamo qui l’intera la poesia.

O Capitano! mio Capitano! il nostro viaggio tremendo è finito,
La nave ha scapolato ogni tempesta, l’ambito premio che cercavamo,

Il porto è vicino, sento  le campane, la gente esulta,
mentre gli occhi seguono la solida chiglia, il vascello severo e audace:
ma, o cuore! cuore! cuore!
gocce rosse di sangue
dove sul ponte il mio Capitano
giace caduto il mio Capitano
giace caduto freddo morto.

O Capitano! Mio Capitano! alzati a sentire  le campane;
Alzati,  per te la bandiera, è gettata  per te la tromba, suona,
per te i  fiori, i nastri le ghirlande – le rive nere di folla,
per teurlano, in massa, oscillanti,  i volti accesi verso di te,
ecco Capitano! padre caro!
Questo mio braccio sotto la nuca!
É un sogno che sulla tolda
sei caduto freddo, morto..

Il mio Capitano non risponde,  esangui e immobili le sue labbra,
non sente il mio braccio, non ha battiti,  volontà
la nave è all’ancora  sana e salva, il viaggio finito,
dal duro viaggio  la nave vincitrice torna, raggiunta la meta
esultante rive,  suonate campane!
Ma io con passo funebre cammino sul ponte
dove il Capitano giace freddo, morto.

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