Nessuno si è stupito dell’arrivo di una app diffusissima come Pokémon Go in Vaticano, dato che il gioco della Nintendo che sfrutta la realtà aumentata ha superato le ricerche online di termini come Brexit o addirittura a carattere pornografico.

L’applicazione che permette di acchiappare virtualmente creature mostruose agli angoli della strada e di farle scontrare tra loro in palestre altrettanto virtuali ha avuto un successo tale da polarizzare nettamente le opinioni, come avviene solitamente in questi casi.

C’è chi plaude a un gioco che invita a uscire di casa e in qualche caso a socializzare e chi invece sottolinea rischi e pericoli. Tra questi anche il Vaticano, nello specifico attraverso la sua radio ufficiale, dato che per ora Papa Francesco ancora non si è espresso a riguardo.

Radio Vaticana ha intervistato la psichiatra Donatella Marazziti, docente a Pisa, che ha parlato del rischio di “un comportamento compulsivo” che “sottolinea la difficoltà a relazionarsi direttamente con gli altri” mettendo in campo “una gratificazione piccola e immediata nel momento in cui si raggiunge il Pokémon o il Pokémon più raro, con una gioia effimera”.

Il risultato sarebbe quello dell’accontentarsi di “piccole soddisfazioni invece di ricercare quelle più vere, che sono tipiche della nostra specie: incontrare gli altri, dialogare, rapportarsi e stabilire dei rapporti di amicizia e di amore. Ma questi ultimi implicano sacrificio e impegno, e sembra che un po’ tutte le generazioni del mondo di oggi, giovani e vecchi, non abbiano molta voglia di impegnarsi”.

Rischi più concreti e decisamente meno esistenziali invece sono stati rilevati in Bosnia, dove circa il 2% del territorio condiviso anche la Erzegovina risulta minato, per un totale di circa 84mila ordigni ancora inesplosi e potenzialmente attivi, risalenti al conflitto del 1992-1995.

I giocatori di Pokémon Go sono dunque stati avvertiti di non inoltrarsi in campi in cui è sicura e viene segnalata con appositi cartelli la presenza di mine, oltre che di Pokémon.

In circa 20 anni, ovvero dalla fine della guerra, sono già stata 1700 le persone che hanno inciampato su una mina, e di queste 600 sono morte. Ma d’altro canto non si tratta dell’ultimo inconveniente legato alla mania Pokémon Go…