Hanno fatto molto discutere nelle ultime ore le parole espresse da Corradino Mineo nei confronti di Matteo Renzi. Il parlamentare che ha da poco lasciato il Partito Democratico aveva dichiarato in maniera polemica che il presidente del Consiglio è “subalterno a una donna bella e decisa”.

La frase ha fatto sollevare varie ipotesi su chi si potesse trattare e ha anche portato a Mineo qualche accusa di aver rilasciato una dichiarazione sessista. L’ex parlamentare Pd ha così voluto chiarire meglio quanto riferito nelle scorse ore, specificando che il riferimento era al ministro per le Riforme Maria Elena Boschi.

Corradino Mineo in una nota molto polemica aveva attaccato Matteo Renzi, affermando: “Renzi non si fa scrupoli, rivela conversazioni private, infanga per paura di essere infangato. E sa che io so. So quanto si senta insicuro quando non si muove sul terreno che meglio conosce, quello della politica contingente. So quanto possa sentirsi subalterno a una donna bella e decisa. Fino al punto di rimettere in questione il suo stesso ruolo al governo. Io so, ma non rivelo i dettagli di conversazioni private. Non mi chiamo Renzi, non frequento Verdini, non sono nato a Rignano”.

Mineo ha così specificato oggi in un intervento nel programma di La 7 L’aria che tira quanto voleva dire: “Renzi è subalterno alla Boschi. Ma politicamente, non c’è nulla di sessuale”. E ha poi aggiunto: “I giornali hanno usato le mie parole per portare in prima pagina quello che girava come pettegolezzo. Ma io non volevo dire nulla di male, parlavo in generale. Renzi talvolta è subalterno ai suoi collaboratori. Io so che non credeva né nella riforma costituzionale, né della scuola. Ma i suoi lo hanno forzato, è un leader fragile. Mi scuso se qualcuno ha visto allusioni sessiste, ma io non volevo fare alcun riferimento sessuale. Sono gli altri ad essere ‘fissati’”.

Mineo si è inoltre scusato per le sue dichiarazioni anche su Facebook: “Mi scuso per aver dato la stura a interpretazioni siffatte. Non mi interesso di fatti privati, non intendevo fare riferimenti ‘sessisti’, come dice il Corriere, né mandare ‘pizzini’, come scrive Repubblica”.

Mineo ha chiuso il suo messaggio attaccando però di nuovo il premier: “Intendevo reagire all’imbarbarimento della politica di cui, secondo me, il primo responsabile è Matteo Renzi. È il premier che risolve ogni contrasto politico in una battuta sferzante, che supera ogni difficoltà ‘spianando e asfaltando l’avversario’. ‘Lui sa che io so’ non era minaccia, né voleva esserlo. Era la constatazione desolata di come Renzi prenda il caterpillar ogni volta che si sente in fallo, che qualcuno accenna alle fragilità che si celano dietro la maschera spavalda, talvolta arrogante, che ama indossare”.