L’imprenditore fiorentino Diego Della Valle, patron di Tod’s, sta per entrare in politica. La clamorosa indiscrezione è stata diffusa da L’Espresso. Secondo quanto riportato dal settimanale Della Valle avrebbe già provveduto alla registrazione del logo Noi Italiani.

Il simbolo scelto dall’imprenditore riporta la scritta Noi Italiani in blu con bordo tricolore su uno sfondo giallo. Il marchio è stato depositato presso l’Ufficio brevetti del Ministero dello Sviluppo Economico lo scorso 16 gennaio.

A tradire le intenzioni di Della Valle di scendere in politica, non ancora ufficializzate dall’imprenditore che anzi ha sempre smentito questa ipotesi, sono state le due classi scelte per il deposito del brevetto: la 41 e la 45. In queste sezioni ricadono infatti tutte le attività connesse a un partito politico: dall’organizzazione di comizi e convegni a corsi di formazione.

Lo slogan Noi italiani non è casuale. Della Valle, che negli ultimi anni ha frequentato spesso i salotti dei talk show televisivi, usa spesso questa espressione nei suoi interventi per evidenziare quanto l’attuale politica sia lontana dai cittadini e dal Paese reale. L’imprenditore non ha mai nascosto la sua insofferenza per lo stato di dissesto economico e sociale in cui versa il Paese, lamentando la mancanza di una vera linea di cambiamento che riporti l’Italia sui binari della competitività e della crescita.

A novembre del 2014 Della Valle aveva auspicato nuove elezioni, affermando che l’Italia sarebbe morta nel giro di due anni se gli scenari politici fossero rimasti invariati. Con la fondazione di un nuovo partito politico Della Valle prende definitivamente le distanze da Matteo Renzi, aspramente criticato nei mesi scorsi sia sul fronte delle riforme costituzionali che sull’intesa con Marchionne. L’opinione di Della Valle sull’operato del Premier è lapidaria: “Ha promesso tanto ma non ha fatto niente”.

Nelle prossime settimane Della Valle sarà chiamato a giocare a carte scoperte, chiarendo sia il suo programma politico per risollevare le sorti dell’Italia che l’orientamento del suo schieramento.

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