Repubblica.it mostra le carte dell’inchiesta su appalti e corruzione condotta dalla Procura di Roma che, ieri, ha fatto tremate la Capitale e che continuerà a far discutere. L’uomo delle relazioni ad “altissimo livello” sarebbe, quindi, Raffaele Pizza, l’artefice di quella che è stata ritenuta una vera e propria associazione a delinquere, capace di pilotare le commesse persino con gli enti pubblici. I finanzieri lo ascoltavano da mesi intercettando tutte le sue discussioni telefoniche dove parlava del Ministro dell’Interno Angelino Alfano, di suo fratello che – a suo dire – sarebbe stato assunto alle Poste Italiane. Pizza avrebbe parlato anche del leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi.

La presunta “raccomandazione” al fratello di Alfano

Nel gennaio 2015 i finanzieri intercettano una conversazione tra Pizza e un collaboratore politico del Ministro Angelino Alfano. “Pizza sostiene di aver facilitato, grazie ai suoi rapporti con l’ex amministratore Sarni, l’assunzione del fratello del ministro in una società del Gruppo Poste” scrivono i finanzieri, come riporta Repubblica.it. “Angelino lo considero una persona perbene, un amico.. se gli posso dare una mano…” avrebbe detto Pizza. Si sarebbe vantato, persino, di aver presentato Crecco, l’ex dg dell’Inps (dal 2004 al 2009) a Silvio Berlusconi: “E’ la prima volta che mi capita che uno viene nominato dalla destra e dalla sinistra”. Crecco sarebbe diventato direttore generale dell’Inps – secondo Pizza – grazie all’interessamento di Silvio Berlusconi.

La “rete” di Pizza

Pizza avrebbe avuto grande influenza sulle nomine degli apparati militari e dell’intelligence. Ad essere ascoltato, poi, anche un parlamentare di Area Popolare che a marzo 2015 avrebbe accolto la richiesta di un alto ufficiale dell’Arma che gli avrebbe chiesto una mano per un trasferimento. Marotta, poi, avrebbe confessato di non essere entusiasta di fare il deputato e che sarebbe voluto ritornare al Csm, dove era stato membro laico in quota Udc, perché lì “si esercita il vero potere”: “Stavo bene là, il potere là è immenso, là è potere pieno, non so se rendo l’idea. Ci sono interessi, grossi interessi, non avete proprio idea [...] Se potevo rimanere lì me ne fottevo di venire a fare il deputato, a perdere tempo qua”, emerge dalle intercettazioni pubblicate su Repubblica.it.