La corsa dei politici a Twitter e Facebook continua. I Social Network sono ormai entrati appieno nel costume degli italiani e far propaganda anche sul web è diventato ormai essenziale. Ma la Rete non perdona chi e, oltre ad una maggiore penetrazione tra la popolazione, internet enfatizza anche gli aspetti negativi. E i leader di cui si parla di più sono anche quelli maggiormente esposti a giudizi negativi.

Insomma, Internet è un’arma a doppio taglio, che bisogna saper maneggiare con cura. Molto fragile, ecco. Perché le interviste rilasciate ai giornali finiscono lì. Quelle alle televisioni non hanno la risposta del pubblico. Sul web, invece, l’interazione è totale. Vige l’autenticità, la trasparenza. E anche i giudizi negativi.

E ci sono anche clamorosi boomerang come l’account Twitter Berlusconi2013 o la troppo perfetta pagina Facebook di Mario Monti. In una ricerca portata avanti dall’osservatorio politico del Politecnico di Milano guidate da Blogmeter e Mimesi 360, infatti, si nota quanto ormai sia evoluta l’informazione politica sulla Rete, ma anche di quanta strada ancora ci sia da fare.

Ovvio che nelle ultime settimane le discussioni politiche sono aumentate. Il report prende in considerazione Bersani, Berlusconi, Grillo, Ingroia, Monti. Il premier è stato il più discusso nei primi 9 giorni del mese, poi c’è stata un’accelerazione del leader Pdl che ha raggiunto quota 686mila conversazioni. A ruota Monti (396mila), Bersani (253mila), Grillo (197mila) e Ingroia (15mila). Il professor Giuliano Noci: “La Rete tende a enfatizzare gli aspetti negativi piuttosto che quelli positivi. I leader di cui si parla di più, Monti e Berlusconi, sono anche quelli esposti ai giudizi peggiori”.

E tra profili finti, clima da stadio e cose dette e non dette, tirando le somme si capisce come la rete, ormai, sia molto più sincera di televisione e interviste sui giornali. Riflettiamo