Al contrario di quanto si pensa, conservare i pomodori nel frigo è una pessima abitudine. A confermarlo sono dei recenti studi scientifici, ripresi dal famoso sito “Mercola.com”.

L’aroma e il sapore di un pomodoro sono, infatti, il risultato di una miscela di zuccheri, acidi e sostanze volatili e dei ricercatori francesi hanno constatato che proprio la componente volatile cambia automaticamente in base alla temperatura a cui è conservato l’ortaggio. Gli studiosi hanno, così, affermato che un pomodoro conservato alla temperatura di 20°C continua addirittura a produrre i composti volatili già esistenti, mentre se conservato a 4°C tali composti iniziano a modificarsi, con la conseguente perdita del sapore e di alcune sue proprietà nutritive. Le temperature di conservazione dei pomodori, quindi, non dovrebbero almeno mai scendere sotto i 10°C altrimenti ne deriverà un frutto molle, spugnoso e insapore. Insomma, così come facevano le nostre nonne, questi ortaggi dovrebbero essere conservati a temperatura ambiente se vogliamo mangiarli crudi, ad esempio nelle insalate. I pomodori tenuti per più giorni in frigo possono essere, invece, consumati solo se cotti, magari aggiunti ad una salsa o ad una zuppa. Intanto la scienza ha, però, aperto un’altra alternativa focalizzandosi sulla ricerca di varietà resistenti ai danni del freddo e valutando, ad esempio, le piante simili a quelle del pomodoro selvatico che crescono a temperature molto basse sulle Ande.