Il Teatro Grande di Pompei diverrà il suggestivo scenario del “Pompei Festival”, la manifestazione organizzata e presieduta dal Maestro Alberto Veronesi che prenderà il via la prossima estate proprio nel famoso sito archeologico campano. L’Anfiteatro romano di Pompei «come l’Arena del Mediterraneo che, attraverso la musica, la cultura e lo spettacolo, riesca a far incontrare e dialogare popoli di nazioni e tradizioni diverse. In questo particolare e delicato momento storico sarebbe un segnale importante di distensione e di pace tra i popoli». Così lo immagina il prof. Giovanni Maria Carnovale, presidente della Fondazione “Luigi Carnovale” che, insieme all’Associazione onlus Sviluppo Sinfonico Siciliano del maestro Veronesi, promuove la prima edizione del Pompei Festival.

Nel frattempo, al via il 18 settembre le due serate di anteprima: si comincia con la Boehme di Puccini, eseguita dall’Orchestra del Bellini di Catania, diretta dal maestro Alberto Veronesi ed interpretata dal tenore Vittorio Grigolo (nel ruolo di Rodolfo), dai soprani Maria Carfora (Musetta) e Jessica Nuccio (Mimì). Nove telecamere della Pepito Produzioni di Agostino Saccà riprenderanno l’evento, successivamente trasmesso sui maggiori canali culturali nazionali di Sky e della Rai. Seguirà, il 20 settembre, la Carmen di Georges Bizet. Biglietti in vendita su TicketOne.

Le due serate di settembre non saranno altro che il preludio alla manifestazione in programma nel 2015, con 7 date tra opera e balletto, concerti ed eventi, ma soprattutto un primo passo di quel più ampio progetto di valorizzazione che coinvolgerà il sito e tutta l’area circostante. Secondo le ultime voci  infatti, nell’anfiteatro alle pendici del Vesuvio, si potrebbero esibire, tra gli altri, nomi del calibro di Andrea Bocelli, Elton John, Paul McCartney e addirittura i Pink Floyd che qui girarono il film documentario del 1971.

«Ci auguriamo di aprire il Teatro Grande – ha dichiarato il soprintendente Massimo Osanna – con una stagione continua da giugno a settembre. Queste prime due serate, intanto, sono l’esempio di un perfetto connubio tra pubblico e privato». L’organizzazione degli spettacoli al Teatro Grande è stata infatti affidata per i prossimi 4 anni alla Fondazione Carnovale e all’associazione Sviluppo Sinfonico (due enti di diritto privato), incaricati dalla Soprintendenza di Pompei di redigere a proprie spese uno studio di fattibilità sull’arena pompeiana, con l’obiettivo di assicurarne la messa in sicurezza, la conseguente fruibilità al pubblico e l’ampliamento della capienza a circa 20mila posti.

«Il Progetto Arena – spiega Carnovale – è molto ambizioso e importante per il rilancio di Pompei. Per le sue caratteristiche, riteniamo che l’Anfiteatro potrebbe ospitare spettacoli per tre o quattro mesi all’anno, diventando un punto di riferimento culturale per l’intero Mediterraneo e avvicinando le persone alla cultura e al mondo della lirica. […] Vorrei evidenziare l’apertura dimostrata dal soprintendente Osanna – ha dichiarato inoltre Carnovale – tra i primi in Italia a dimostrare che tutela, valorizzazione e promozione dei beni culturali si possono coniugare perfettamente».

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