Ennesimo scandalo allo scavo archeologico di Pompei. Sul web è infatti riemersa una vecchia-nuova polemica che si rinnova periodicamente.

Oggetto dell’indignazione è infatti il trattamento riservato agli antichi mascheroni di Pompei che svolgono la funzione di fontane, sui quali da anni sono stati apposti dei rubinetti moderni in plastica.

In particolar modo a far infuriare gli utenti è stato lo scatto di Gerardo Vitiello, ripreso dalle pagine Facebook Anima Vesuviana e Salviamo Pompei, nei quale è ritratta la Fontana dell’Abbondanza, sulla quale è stato applicato il già citato tubo, forse più adatto a innaffiare un giardino.

La polemica ha preso due strade, quella estetica e quella propriamente archeologica. Da un parte la Novello spiega come l’innesto moderno degradi un momento vecchio di millenni: “Per decenni dalla fontana fuoriusciva un ben più consono rubinetto in ottone, atto a dissetare tutti i turisti in giro per gli scavi”. Poi il rubinetto è stato cambiato con quello che si vede nella foto, probabilmente più funzionale. “È giusto. Ma c’è modo e modo per intervenire su un bene archeologico di duemila anni fa. Pompei si può sempre curare, ma senza intaccare la sua anima”.


Dall’altra c’è chi ha ricordato come i rubinetti installati in questi anni abbiano provocato danni irreparabili per la loro durezza, fattore che costringeva gli utenti a esercitare una forza eccessiva e sopratutto deleteria per il monumento. La Soprintendenza ha comunque ascoltato e accolto le lamentele e ha prontamente sostituito gli antiestetici tubi di plastica con nuovi impianti in ottone, “maggiormente adeguati alla linearità e al colore della fontana.

Per ora la polemica si è chiusa in questo modo con un proficuo scambio di idee, ma la situazione a Pompei rimane sempre difficile. Basti ricordare l’improvvisa assemblea – sciopero che questa estate ha lasciato migliaia di turisti sotto il sole e impossibilitati a entrare nel sito archeologico.