Giornata davvero nera per il turismo italiano. Oltre allo sciopero di 24 ore indetto dagli impiegati di Alitalia, che ha ridotto il numero di voli nel nostro paese e creato vari disagi per i turisti, una situazione analoga si è creata agli Scavi di Pompei. A lamentarsi di questa situazione è stato Dario Franceschini, l’attuale Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Nel corso di questa mattina, i cancelli degli Scavi di Pompei sono rimasti chiusi a causa di un’assemblea dei sindacati Fp Cisl, Filp e Unsa proclamata all’ultimo minuto. La decisione da parte dei sindacati è arrivata a sorpresa e senza preavviso, e ha provocato la chiusura dalle 9, orario di apertura previsto, fino alle ore 10:30 circa. La chiusura ha causato forti tensioni tra i turisti presenti, oltre alla formazione di una coda di oltre 2 mila persone in attesa ai botteghini.

A mettere fine alla chiusura e a riaprire i cancelli degli Scavi di Pompei ci ha pensato Massimo Osanna, il soprintendente di Pompei, Ercolano e Stabia. È stato lui a contrattare di persona con i funzionari della Soprintendenza per la garanzia della custodia delle Domus.

Osanna si è poi lamentato della decisione a sorpresa di proclamare l’assemblea, in una nota in cui afferma che questo è stato: “Un colpo basso e un comportamento irrispettoso nei confronti di centinaia di turisti non responsabili ed estranei a vicende interne all’amministrazione, giunti a Pompei per ammirare un patrimonio mondiale unico che l’Italia ha la grande fortuna di possedere”.

A protestare per la brutta situazione che si è creata quest’oggi è stato pure il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo del governo Renzi, Dario Franceschini. Questa improvvisa chiusura degli Scavi di Pompei ha secondo lui causato un “danno incalcolabile” e a proposito del proclamare un’assemblea dei sindacati senza un preavviso ha dichiarato che: “Chi fa così, fa del male ai sindacati, ai diritti dei lavoratori e soprattutto fa del male al proprio Paese”.