L’Università di Bologna sarà l’unico ateneo italiano a partecipare al Grande Progetto Pompei – Piano della Conoscenza, disegno messo a punto dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, con finanziamenti dalla Comunità Europea, per la tutela e il recupero di Pompei, uno dei più noti e importanti siti archeologici del mondo. Il dipartimento di Storia culture e civiltà dell’Alma Mater, diretto dal professor Giuseppe Sassatelli, si è infatti aggiudicato, per un importo di oltre 700mila euro, il Lotto 3 del cantiere. “Siamo stati davvero bravi – ha commentato il rettore Ivano Dionigi – Altri dipartimenti d’eccezione, come Roma, Firenze, Padova, Napoli e Lecce, non sono riusciti a primeggiare”. Tra i vincitori c’è anche l’Università di Salerno, che però ha partecipato al bando con una rete di imprese private creata ad hoc. L’Ateneo bolognese è quindi l’unico italiano a essersi aggiudicato uno dei sei lotti partecipando al bando come singolo operatore economico.

Il Grande Progetto Pompei mira al recupero dell’intero sito archeologico attraverso un programma straordinario di interventi conservativi, di prevenzione, manutenzione e restauro. Organizzato in varie fasi operative, la sezione del progetto “Piano della Conoscenza” prevede l’esecuzione di una mappatura complessiva della città (che proprio a questo scopo è stata divisa in sei lotti) al fine di rilevare nel dettaglio lo stato di conservazione del sito e finalizzata ad una manutenzione consapevole e programmata.

 Si procederà quindi alla realizzazione di una planimetria in scala 1:50 di tutta la città antica e all’analisi di ogni singola unità muraria in modo da creare un modello 3D di tutte le strutture architettoniche, i cosiddetti alzati, con una schedatura che ne registri l’esatto stato di degrado. Saranno inoltre effettuate scansioni laser tridimensionali dei principali complessi abitativi, che confluiranno nel database informatizzato alla base dello studio della città di Pompei e delle successive opere di restauro.

I lavori di rilievo e monitoraggio del Lotto 3, che contiene alcune ‘perle’ come la Casa dei Casti amanti e l’Insula del IX Centenario “inizieranno a marzo e termineranno entro la fine del 2015”, ha annunciato il Giuseppe Sassatelli. Al progetto lavorerà il personale del Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Alma Mater, dai docenti, al personale tecnico sino ai ricercatori più giovani, in collaborazione con i dipartimenti di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali (DICAM), impegnati nelle prove non distruttive e nella diagnosi strutturale. Il team così costituito si avvarrà inoltre dell’apporto di ricercatori provenienti dal Dipartimento di Architettura Costruzioni e Strutture dell’Università Politecnica delle Marche e dal Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

Il nostro successo – ha spiegato Giuseppe Sassatelli – viene da lontano, da quando, una quindicina di anni fa, l’università ha cominciato a sostenere regolarmente le nostre campagne di scavo, i nostri ‘scavi scuola’ che oggi sono una trentina nel mondo, da Bibracte a Monte Renzio e anche a Pompei dove siamo attivi fin dal 1999. Siamo competitivi, e la nostra competitività è il frutto di un’esperienza corale».