Il ponte sullo Stretto si farà. O almeno è quanto sperano i 289 deputati che ieri hanno votato sì alla mozione presentata in Parlamento che mira a riprendere in considerazione il progetto del ponte sullo Stretto di Messina.

La mozione è stata presentata dai deputati dell’Area Popolare, coalizione che vede unite Ncd e Udc ed è passata con 289 voti favorevoli, 98 contrari e 28 astenuti. L’approvazione della mozione permetterà di valutare la fattibilità del ponte sullo Stretto, analizzandone i costi e i benefici. La riconsiderazione del progetto per ora si riferisce soltanto all’infrastruttura ferroviaria.

Il Ministro dell’Interno Angelino Alfano esulta:

Oggi è un giorno importante per la Sicilia e per l’Italia. Oggi, infatti, si riparte con il ponte sullo Stretto. Abbiamo ricevuto l’ok dalla maggioranza e dal Governo in aula. Il Sud torna protagonista dell’agenda di governo e non con un tema solo simbolico, ma importantissimo e di grande e possibile ricaduta economica per la nostra isola.

Ponte sullo Stretto, Delrio frena: opera non prioritaria

Ma il Ministro alle Infrastrutture Graziano Delrio frena e parla di un’opera non prioritaria. Per ora, spiega Delrio, si procederà solo alla valutazione dei costi e dei benefici ma sul tavolo ci sono altri dossier più urgenti da esaminare per rilanciare lo sviluppo del Mezzogiorno.

Critica anche Sel che parla di un’opera inutile e di una farsa del Governo che prende in giro gli italiani per mantenere ben salda l’alleanza con il centrodestra. Sul piede di guerra anche il Movimento 5 Stelle:

Non era il governo della manutenzione e non delle grandi opere? Del mettere prima in sicurezza? Contrariamente a ogni considerazione razionale e logica ritorna in auge un progetto inutile e dispendioso, voluto dal ministro Alfano che – a questo punto è chiaro – detta l’agenda del governo.

Ma Ap non demorde e continua a professare la sua ferma convinzione nel progetto:

Si tratta di un’opera importante, necessaria ed utile per il Mezzogiorno e la sua crescita ed è per questo che Area popolare andrà avanti con la sua proposta di legge al riguardo, quello che chiediamo è che si vada avanti sul merito e non sul pregiudizio, sciogliendo ogni nodo possibile, costi ed impatto, ricordandoci però tutti che esiste uno studio e un progetto che ha già affrontato e risolti tali nodi.