La popolazione italiana è sempre più vecchia, con una crescita prossima allo zero.  Solo il 13,8% degli italiani ha meno di 15 anni. È la fotografia dell’ISTAT a confermare il progressivo e inarrestabile invecchiamento della popolazione italiana.

I dati dell’istituto di statistica rivelano che in Italia i morti hanno superato di 100 mila unità i nuovi nati. Gli analisti rimarcano che dati simili non si registravano dalla Prima Guerra Mondiale.

Nel 2014 l’età media è aumentata ulteriormente, attestandosi sui 44,4 anni. L’aumento rilevato dagli analisti dal 2011 al 2014 è stato costante e pari a due decimi l’anno. L’età media è più alta al Nord, a quota 45 anni, e più bassa al Sud, dove è di poco superiore ai 43 anni. La popolazione più anziana d’Italia è quella ligure. Gli abitanti della Liguria hanno infatti un’età media di 48,3 anni. Anche le popolazioni del Friuli-Venezia Giulia, della Toscana, del Piemonte e dell’Umbria hanno un’età media superiore alla media nazionale, pari a oltre 46 anni.

Immigrati compensano parzialmente saldo negativo nascite-morti della popolazione italiana

Per quanto riguardo il tasso demografico, in Italia alla fine del 2014 si contavano 60.795.612 di residenti. Tra questi 5 milioni, pari all’8,2%, sono immigrati. Grazie alla presenza dei cittadini stranieri, a quota + 141.303 unità, il saldo negativo nascite-morti della popolazione italiana, pari a -95.768 unità, è stato parzialmente compensato. La natalità ha giovato enormemente della forte presenza degli immigrati sul suolo italiano, tanto che il 14,9% del totale dei nuovi nati è figlio di cittadini stranieri.

Secondo l’ISTAT, nel nostro Paese convivono ad oggi 200 diverse nazionalità. Una società multiculturale con una netta prevalenza di cittadini UE, pari a oltre il 50% del totale. Si tratta perlopiù di cittadini rumeni, che contano per il 22,6% degli stranieri presenti in Italia, e di albanesi, a quota 9,8%.

Dall’analisi dell’ISTAT emerge infine che gli italiani continuano a migrare dalle regioni del Sud verso il Nord e verso il Centro-Italia in cerca di un’occupazione. Un dato che testimonia come la questione meridionale sia tutt’altro che risolta.