Orrore a Pordenone, dove intorno alle 3 della notte tra il 14 e il 15 aprile, un uomo si è reso responsabile di un tremendo duplice omicidio, quello della moglie e della figlia di 7 anni.

Subito dopo il terribile gesto Abdelhadi Lahmar, questo il nome dell’omicida, ha chiamato la polizia che è subito arrivata nel suo appartamento di via san Vito, per arrestare l’uomo, già intenzionato a costituirsi.

40 anni, di origine marocchina, da diversi anni in Italia con regolare permesso di soggiorno, incensurato, al momento disoccupato dopo aver svolto numerosi lavori, spesso saltuari. Questo l’identikit di Lahmar. Le due vittime dell’atroce delitto sono Touria Errebaibi, di 30 anni, sul cui corpo sono state rinvenute molteplici ferite causate da un’accetta e la piccola Hiba, probabilmente uccisa con un coltello.

Arrivati sul luogo, gli uomini della polizia avrebbero rinvenuto i due corpi riversi in un mare di sangue. Secondo i primi interrogatori effettuati in Questura, Lahmar si sarebbe scagliato contro i componenti della sua famiglia dopo una discussione molta accesa tra i due coniugi, non la prima.

La donna sarebbe stata trascinata sul letto matrimoniale e poi colpita più volte con l’accetta, forse per una decina di volte. L’uomo si sarebbe poi diretto in camera della bambina per sgozzarla nel sonno con un coltello, coprendole il volto con un lenzuolo in segno di pietà.

Interrogato dal pubblico ministero Federico Facchin, Lahmar ha confessato di avere agito in preda a un raptus di follia causato dalla nuova lite con la Errebaibi, che minacciava da tempo di andarsene di casa. Proprio il giorno precedente, il 14 aprile, la donna era passata in banca per svuotare completamente il proprio conto, ma non era riuscita nell’operazione.

Il duplice omicidio è il secondo in pochi giorni ambientato a Pordenone, dopo quello dei due fidanzati Trifone Ragonese e Teresa Costanza, avvenuto circa un mese fa, il 17 marzo, nelle vicinanze il Palazzetto dello Sport.