Arrivano le prime conferme non ufficiali sul riconoscimento del corpo ritrovato 24 ore fa nelle acque del lago di Garda, a Castelletto di Brenzone (Verona): l’avvocato della famiglia Giacomini avrebbe dichiarato con fermezza che si tratterebbe proprio di Federica, meglio conosciuta come Ginevra Hollander, volto noto del cinema porno italiano, scomparsa il 31 dicembre 2013.

“Al di là dell’accertamento di natura biologica e dell’approfondimento in ambito genetico, per la conoscenza che ho della persona, salvo che non sia una sosia, per me è più che verosimile che sia Federica Giacomini”, ha affermato il legale Paolo Mele dopo essere uscito dall’Istituto di medicina Legale di Padova.

Nel frattempo iniziano a delinearsi sconcertanti dettagli riguardo la morte della donna e l’occultamento del suo corpo: la Polizia di Vicenza che indaga sulla vicenda ha interrogato un barcaiolo che aveva riferito agli investigatori di essere stato contattato tra fine gennaio e inizio febbraio da un uomo spacciatosi per biologo, il quale gli avrebbe chiesto di accompagnarlo in un punto preciso e molto profondo del lago di Garda per effettuare degli esperimenti. Il finto biologo, infatti gli avrebbe chiesto di aiutarlo a gettare un grosso contenitore di plastica con tanto di pulsanti e antenne nell’acqua. Verosimilmente si sarebbe trattato della bara di plastica che conservava il cadavere della donna.

La mobile di Vicenza ha accertato che Franco Mossoni, l’ex compagno della donna sospettato dell’omicidio, era stato visto diverse volte a Castelletto nei giorni della scomparsa di Federica, con camuffamenti vari: una volta con una parrucca, in un’altra occasione con una barba posticcia. Il sospetto è che il sedile anteriore della Fiat Punto dell’uomo, recuperata più tardi dagli investigatori, sia stato tolto (e sostituito con una sdraio) non tanto per occultare le tracce del delitto quanto per trasportare la bara di plastica.

(Foto Facebook della pagina fan di Ginevra Hollande)