Matteo Renzi si lancia in una nuova raffica di promesse durante l’ultima trasmissione Rai di “Porta a porta“. Battute e slogan senza pausa che dimostrano una volta di più come il presidente del Consiglio abbia una sicura carriera nello show business, qualora la politica dovesse rivoltarglisi contro. Ma in mezzo ai sorrisi del premier e alle pagliacciate escogitate da Bruno Vespa (come quella di portare in studio un piatto di tortellini in brodo, facendo il verso al “patto del tortellino”, cioè l’incontro e l’accordo generico di domenica scorsa alla festa dell’Unità di Bologna tra i leader dei partiti socialisti europei), si è parlato anche di cose serie.

Come l’ammissione che l’economia italiana è ben lontana dal migliorare: “Il Pil ballerà intorno allo zero; non basta per ripartire“. Però la strada da seguire non cambia, si deve intervenire sulla spesa pubblica: “Si devono risparmiare 20 miliardi di euro e non faremo tagli lineari“. E le tasse? “Penso e credo che nella legge di stabilità avremo un’ulteriore diminuzione di tasse sul lavoro“.

Lo scontro sempre più duro con i sindacati dopo il blocco degli aumenti salariali nel pubblico impiego: “I denari per risolvere lo sblocco degli scatti già possono essere trovati. Ma da parte dei sindacati delle forze dell’ordine c’è stata una reazione inaccettabile“. Le banche: “Draghi ha messo a disposizione 200 miliardi di euro e non li dà a me ma alle banche; ma alle banche dice che vanno dati agli imprenditori e non per prendere soldi a meno dell’1% e poi fare lavoro sui titoli di stato senza rischi. E’ un passaggio importante che potrebbe fare la svolta della politica monetaria europea“.

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