“Oggi si apre un percorso e abbiamo scelto di farlo con franchezza, esponendo a tutti gli interlocutori tutti gli scenari possibili. Ma un dato è certo: o Genova imbocca in nodo deciso la via del rinnovamento, o è destinata a morire’”.

Parole chiare e dure quelle di Luigi Merlo, Autorità Portuale di Genova, che ha presentato il Piano Regolatore Portuale della città.

Il Porto di Genova, già attualmente uno dei principali del Paese, se non il più importante, deve fare necessariamente i conti con la realtà e ragionare sul lungo periodo per comprendere quale potrà essere realmente il ruolo di Genova, e dell’Italia, all’interno degli scambi via mare.

Molti sono gli aspetti sui quali di dovrà lavorare, tra questi l’Italia e Genova sono costrette a riflettere seriamente sul terzo valico, la linea ferroviaria che dovrebbe collegare il traffico merci con il nord Europa, sul sistema aero-portuale in grado di raggiungere la pianura padana e il basso Piemonte, e sulla possibilità di permettere lo sbarco delle grandi navi provenienti dalla Cina che, ad oggi, optano invece per Rotterdam.

Tra gli investimenti prettamente genovesi, si sta pensando alla realizzazione di una diga in grado di estendersi per chilometri in mare, 7 in totale, così come 7 dovrebbero essere gli anni necessari per realizzarla e 527 i milioni da investire.