Postalmarket, l’azienda italiana nota per la vendita per corrispondenza (attraverso il famoso catalogo che tutti ricordano, o almeno ricorda chi ha più di trent’anni), ha dichiarato il definitivo fallimento. Nata a Milano nel 1959, grazie alla geniale intuizione di Anna Bonomi Bolchini, Postalmarket era cresciuta così tanto nel corso degli anni da riuscire ad impiegare oltre millequattrocento persone, a fatturare seicento miliardi di vecchie lire e ad effettuare oltre quarantamila spedizioni al giorno. Era chiaro l’intento di volersi rifare ad un modello di vendita assai comune in Paesi quali gli Stati Uniti d’America.

Un’azienda assai moderna quella messa in piedi dalla Bonomi Bolchini, sia per struttura organizzativa sia per lungimiranza in merito a quale sarebbe stato il futuro del commercio: la vendita a distanza. Un’attività, quello di Postalmarket, che anticipava i tempi in cui i clienti avrebbero acquistato attraverso un catalogo, senza doversi recare necessariamente presso il punto vendita, ricevendo poi la merce comodamente a casa propria. Postalmarket antesignano dell’e-commerce, insomma ma poi messo in crisi anche da quest’ultimo.

Alla fine degli anni Novanta l’azienda ricorre più volte alla cassa integrazione e sull’orlo del fallimento, muta diversi proprietari. Fino al 2007, quando Postalmarket chiude definitivamente, per mano del suo ultimo acquirente, il Gruppo Bernardi e fino ad oggi, quando il giudice ha dichiarato il definitivo fallimento.