Sgominata un’organizzazione criminale che operava tra Modena e Roma con l’ausilio di due funzionari delle Poste. In tutto sono sette le persone arrestate questa mattina dalla polizia postale, che dovranno rispondere dei reati di frode informatica, riciclaggio e falso documentale.

Il modus operandi della banda prevedeva la clonazione dei libretti di risparmio dei correntisti, con il trasferimento del denaro su altri conti, e infine la ridistribuzione del bottino tramite versamenti con vaglia postali ai membri del gruppo.

In tutto la cifra sottratta ammonterebbe a oltre 500mila euro, per un totale di quindici vittime. Le indagini, che hanno portato al blocco di 300mila euro, sono state coordinate dal pm Maria Gabriella Tavano.

A dare il via all’operazione l’arresto di un 50enne avvenuto due anni fa: l’uomo aveva infatti il compito di riciclare il denaro ricavato proprio in questo modo e dall’analisi dei suoi movimenti gli investigatori sono risaliti al sistema utilizzato dalla banda.

La polizia si è servita della collaborazione della sezione Fraud Management di Poste Italiane, che ha permesso di individuare e rintracciare i movimenti finanziari sospetti, fornendo prove inequivocabili che hanno incastrato i due dipendenti, rispettivamente dell’ufficio di Formigine, in provincia di Modena, e Fontenuova, Roma. Le verifiche hanno poi portato alla rimozione di altri cinque lavoratori della sede modenese.