Poste Italiane procederà a breve a mettere in atto il suo piano di rimodulazione degli uffici postali su tutto il territorio nazionale, cercando così di adeguare l’offerta all’effettiva domanda, tenendo però fermi i principi che avrebbero sempre guidato l’azienda: centralità del cittadino, massima attenzione, capillarità del servizio e mantenimento dei livelli occupazionali. Questo è quanto si legge sulla nota stampa che Poste Italiane avrebbe diffuso, in seguito alle numerose proteste che si sono sollevate in merito alla chiusura degli uffici postali.

Sempre secondo Poste Italiane, all’interno del piano di rimodulazione si terrebbe conto della ricollocazione del personale, che sarebbe trasferito ad altre sedi nello stesso ambito territoriale. Il piano sarebbe stato formulato tenendo conto del vigente contratto di programma e rispetterebbe dunque le garanzie che vengono poste in essere per le comunità che hanno una natura prevalentemente montana del territorio e scarsa densità abitativa.

Saranno dunque a centinaia (si parla di un numero che arriva a 450) gli uffici che Poste Italiane deciderà di chiudere, in ogni Regione d’Italia: in Friuli sarebbero 19, in provincia di Varese 7, 53 chiusi e 34 razionalizzati in Emilia-Romagna (11 solo nella provincia di Bologna). In Lombardia si parla di 65 uffici postali chiusi e di 120 che dovrebbero aprire solo due volte la settimana.

Foto: InfoPhoto