Sono Kip Thorne, Rainer Weiss e Barry Barish, i tre vincitori del Premio Nobel per la Fisica 2017, come annunciato questa mattina durante la conferenza stampa tenutasi a Stoccolma.

Dei canonici 940mila euro di premio a Weiss (del Massachusetts Institute of Technology) andrà metà della cifra, mentre Thorne e Barish (del California Institute of Technology) si spartiranno l’altra metà. divideranno l’altra metà.

Il terzetto è stato insignito dell’onoreficenza “per il contributo decisivo al rilevatore Ligo e all’osservazione delle onde gravitazionali”: il fenomeno, già ipotizzato da Albert Einstein nella stesura della sua teoria della relatività, è stato effettivamente osservato per la prima volta solo nel 2016 tramite l’antenna americana Ligo, e quindi confermato dall’italiana Virgo, in uso presso l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Càscina.

Le onde gravitazionali sono descritte come deboli fluttuazioni nella forza di gravità che vengono generate a partire da eventi critici come per esempio il Big Bang o la collisione tra buchi neri, in cui sono previste forti accellerazione su masse di enormi dimensioni.

Gli effetti delle onde gravitazionali, che hanno hanno la capacità di allungare e restringere lo spazio-tempo nel corso della loro diffusione lungo l’Universo, sono però a noi percepibili solo a milioni o miliardi di anni di distanza, e queste misurazioni vengono effettuate per l’appunto grazie a rivelatori come Ligo o Virgo.

Come da regolamento non sono state premiate le organizzazione di ricerca ma singoli ricercatori, dettaglio che quindi ha escluso i team di scienziati che si occupano dei due strumenti. In ogni caso presso la sede dell’Infn di Roma la notizia è stata accolta con grande soddisfazione  e Federico Ferrini, il il direttore dell’Osservatorio Gravitazionale Europeo ha affermato che “questa volta è stata premiata la globalità della scienza“.