‏È stato raggiunto un accordo per quanto riguarda la riforma della prescrizione. All’interno della maggioranza, Pd e Area Popolare hanno trovato un’intesa per attuare la riforma che dovrebbe aumentare i tempi nella prescrizione di alcuni reati, senza che ciò comprometta la durata dei processi.

A riportare la notizia dell’accordo raggiunto dal Partito Democratico insieme ad Area Popolare è una fonte vicina al ministro della Giustizia, Andrea Orlando del Pd, che riferisce che: “C’è stato un accordo politico per far passare in via definitiva il disegno di legge sulla corruzione nella sua forma attuale e poi modificare il provvedimento sulla prescrizione. L’accordo tecnico è stato rimandato a un tavolo che si terrà dopo le elezioni regionali”.

La discussione del nuovo ddl sulla prescrizione terminerà quindi dopo le elezioni del 31 maggio. Nei piani della maggioranza del governo ci dovrebbe comunque essere un riequilibrio delle norme rispetto al ddl anticorruzione.

A spiegare le novità previste nella riforma sulla prescrizione è il vice ministro Enrico Costa, che ha preso parte all’incontro che si è tenuto oggi al ministero della Giustizia per discutere il nuovo provvedimento insieme al guardasigilli Andrea Orlando, al responsabile giustizia del Pd David Ermini e agli esponenti di Area popolare Renato Schifani, Carlo Giovanardi e Nico D’Ascola.

Costa dice che: “Ci sarà un aumento dei termini di prescrizione, ma questo non dovrà compromettere i tempi del processo, prima con i due provvedimenti si arrivava a un’eccessiva dilatazione dei termini di prescrizione, oggi questa viene riassorbita e contenuta in una visione più completa e organica”.

David Ermini del Pd ha aggiunto che: “Lavoreremo sull’articolo 161 del codice penale, vogliamo che i reati contro la pubblica amministrazione vengano considerati tra quelli di particolare gravità e non tra quelli ordinari.” Mentre Nico D’Ascola di Area Popolare al termine dell’incontro ha dichiarato che: “Abbiamo trovato una parte preliminare dell’accordo, abbiamo convenuto sulla circostanza che, per effetto di alcune modifiche, i termini di prescrizione fossero irragionevolmente lunghi: con il rischio di avere riflessi sulla durata dei processi”.

Renato Schifani ha poi sottolineato che oggi è stato fatto: “Un passo avanti per la rivisitazione delle anomalie presenti nel testo sulla prescrizione, che portavano a un’eccessiva dilatazione dei termini violando il principio della ragionevole durata dei processi”.