Si preannuncia una rivoluzione nella prescrizione dei reati. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha infatti annunciato delle novità, soprattutto nell’ambito dei crimini commessi contro la Pubblica Amministrazione, e su questo punto sembra avere il pieno sostegno del presidente del Consiglio Matteo Renzi.

La prescrizione è il tempo massimo in cui un reato può essere perseguito dallo Stato. Una volta che un reato è caduto in prescrizione, il caso giudiziario termina. A causa della prescrizione, in Italia nel corso dell’ultimo decennio ben 1.468.220 processi si sono conclusi con un nulla di fatto.

Una legge per allungare i tempi della prescrizione è allo studio del governo da parecchio tempo e Matteo Renzi l’aveva annunciata già fin dai tempi del suo insediamento come presidente del Consiglio. Il nuovo ddl sulla prescrizione sembra ora finalmente in dirittura d’arrivo.

Con la legge Cirielli passata nel dicembre 2005 e voluta dal governo Berlusconi i tempi per la prescrizione si erano accorciati e consistevano nell’aggiungere un quarto della pena alla pena massima prevista per un determinato reato: nel caso della corruzione, ad esempio, dove la pena massima è di 10 anni, i tempi per la prescrizione attualmente corrispondono a 12 anni e mezzo.

Adesso le cose dovrebbero cambiare. Andrea Orlando non ha intenzione di modificare il tempo di prescrizione di un reato, bensì di cambiare il percorso in cui avviene un processo: i tempi per la prescrizione si fermeranno una volta che i giudici hanno espresso la sentenza di primo grado. In questo modo, i magistrati avranno due anni di tempo in più prima che scada la prescrizione, a cui si aggiunge un altro anno per la Cassazione, per un totale di tre anni in più rispetto a quanto previsto dalla legge attuale. In questo modo, nel caso del reato di corruzione, i tempi si allungano da 12 anni e mezzo a 15 anni e mezzo.

Andrea Orlando si è dichiarato “ragionevolmente ottimista” nel poter portare a casa la nuova legge che allunga i tempi della prescrizione. Il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi ha parlato riguardo alla possibilità di mettere la fiducia nella votazione su questo ddl: “Qui è più complicato metterla, ma lo valuteremo”.

Al riguardo della legga sulla prescrizione, Renato Schifani ha invece affermato: “Area Popolare non cambia posizione, ma rimane fiduciosa sulla circostanza che all’interno della maggioranza si troverà una soluzione. Si voterà il collegamento del testo trasmessoci dalla Camera, ma non sarà certamente questo testo di partenza a essere quello finale. Dobbiamo trovare il giusto equilibrio tra eccessiva dilatazione del termine di prescrizione, che violerebbe l’articolo 111 della Costituzione sulla ragionevole durata dei processi, e nel contempo evitare che si prescrivano sempre di più i reati contro la Pubblica amministrazione”.