Non a caso è ribattezzato il Donal Trump asiatico. Rodrigo Duterte, da pochi giorni eletto nuovo presidente delle Filippine, continua a far discutere per le sue dichiarazioni estreme, in grado di far impallidire persino le “sparate” del candidato repubblicano alle prossime elezioni presidenziali statunitensi.

Il neo presidente delle Filippine sta shockando il mondo nelle ultime ore in particolare per quanto ha detto riguardo ai giornalisti. Duterte ha infatti detto che uccidere un giornalista non è soltanto qualcosa che dovrebbe essere considerato lecito, ma pure “giusto”.

Il neoeletto presidente delle Filippine ha affermato: “Solo perché sei un giornalista, non significa che tu sia esente dall’essere assassinato, se sei un figlio di… Non c’è libertà di espressione che tenga, quando fai un torto a qualcuno”.

Nel corso di una recente conferenza stampa tenuta a Davao, una delle città più importanti delle Filippine, Duterte si è espresso con toni parecchio minacciosi e ha detto che la ragione per cui alcuni giornalisti filippini vengono uccisi è che “sono corrotti”. Rodrigo Duterte ha poi specificato che: “Se sei un bravo giornalista però, nessuno ti toccherà”.

I casi di omicidi di giornalisti nelle Filippine sono purtroppo tragicamente comuni: ne sono stati infatti assassinati 176 negli ultimi 20 anni, sette nel corso del 2015 e due quest’anno, con l’ultimo caso che risale appena alla settimana scorsa.

La Federazione internazionale della stampa ha dichiarato che: “Le Filippine sono la nazione asiatica più a rischio per chi racconta la verità, soltanto l’Iraq è più pericoloso”. Intanto anche un giornalista delle Filippine, Ryan Rosauro, lancia un allarme preoccupante: “È abominevole che il nostro presidente giustifichi l’assassinio dei giornalisti! La corruzione è solo una scusa!”.