La “legge” del carcere non perdona e quando a Poggioreale si è diffusa la notizia che Raimondo Caputo è stato accusato della morte della piccola Fortuna Loffredo, gli altri detenuti avrebbero tentato di fare giustizia a modo loro. In ambiente carcerario, infatti, mal si tollerano coloro che si macchiano di reati contro i bambini, anche se Raimondo Caputo non è stato condannato in via definitiva ma al momento è soltanto sospettato di aver ucciso Fortuna Loffredo (qui il racconto della triste vicenda avvenuta a Caivano).

A salvare l’uomo sarebbe stata la polizia penitenziaria: Raimondo Caputo sarebbe stato infatti sottratto alle percosse dei compagni di cella e avrebbe poi denunciato l’accaduto al giudice per le indagini preliminari Claudia Maone. In seguito a quanto successo, l’istituto penitenziario avrebbe quindi deciso di attuare misure di sicurezza a favore dell’uomo, per evitare che episodi simili potessero ripetersi.

Da questo momento dunque, Caputo si troverebbe in cella da solo, all’interno di una sezione protetta. Il presunto killer della piccola Fortuna Loffredo avrebbe riportato un occhio nero e varie contusioni al volto. L’accusa di essersi macchiato del reato di omicidio gli è stata notificata nella giornata di venerdì scorso, in seguito al racconto che tre bambine avrebbero riportato agli inquirenti che stanno indagando sui fatti accaduti al Parco Verde di Caivano e che sarebbero iniziati ad emergere nel corso delle indagini sulla morte di Fortuna, lanciata giù dal terrazzo di un edificio dopo essere stata violentata.