Previo e previa sono aggettivi spesso usati nel linguaggio burocratico (sempre anteposti al nome) per indicare condizioni o atti preliminari indispensabili: es. “previo versamento della soprattassa”; “previa domanda in carta da bollo”; “previo accordo; “previo consenso esplicito” ecc.

Dal latino “praevĭu(m)”, ovvero “che precorre” (composto di “prāe” = “avanti” e “via”= “strada”) l’ aggettivo indica infatti qualcosa che deve avvenire in anticipo affinché un altro fatto possa verificarsi (es. “Agiremo previo consenso dell’ interessato” che parafrasando risulta “agiremo a condizione che l’ interessato ci dia il consenso” o “agiremo solo se l’ interessato ci darà il consenso”. Altri esempi di utilizzo possono essere: “Il contratto verrà stipulato p. accordo tra le parti”, “La nomina sarà effettiva p. ratifica dell’ assemblea”, “Consumare previa cottura”. Previo significa dunque “precedente”, “che precede”, “che è fatto o detto in precedenza”.

Sinonimi di previo si possono in questo caso considerare: “preliminare”, “preparatorio”, “precedente”, “anteriore”, “antecedente”, “premesso”, “eseguito precedentemente”, “compiuto anteriormente”, “in precedenza”, “prima”. Contrari sono invece: “posteriore”, “successivo” e “seguente”. Da previo deriva quindi l’ avverbio “previaménte”, sinonimo di “preliminarmente”, “anticipatamente” (es. “pretendono di poter giudicare un prodotto senza previamente averlo provato).

Previa si dice tuttavia anche di un’ anomalia nella collocazione della placenta rispetto al feto (placenta previa). Capita infatti che questa si inserisca, interamente o in parte, nella zona più bassa dell’ utero e, nello specifico, nel segmento destinato a formare il canale del parto, determinando una situazione potenzialmente rischiosa, sia per la madre che per il feto. La placenta previa, ha un’ incidenza pari a un caso ogni 200 gravidanze, ma può determinare importanti complicazioni sia prima che al momento della nascita. Durante il parto, la placenta viene infatti a trovarsi davanti (da “previa” = “che precede”) alla parte di presentazione fetale, causando emorragie anche molto significative, che solitamente richiedono un parto cesareo d’ urgenza ed eventuali trasfusioni.