Lo sapete tutti: il prezzo del petrolio sta scendendo sotto i 50 dollari, per una perdita del 53% del suo valore. Il calo dei prezzi della benzina hanno registrato una discesa molto più contenuta: il 14%. Ovviamente nessuno si poteva aspettare un calo corrispettivo, visto che sui carburanti pesa l’effetto delle tante accise.

Ma sicuramente si poteva fare di più: secondo Nomisma Energia – che calcola ogni giorno il prezzo ottimale dei due carburanti – il prezzo effettivo della benzina è superiore di 5,9 centesimi rispetto a quello ottimale, mentre per il prezzo del diesel, lo svantaggio a carico degli automobilisti è superiore: 6,1 centesimi.

La differenza di prezzo non è da attribuire ai benzinai – che pesano pochissimo sul prezzo finale. Quindi le responsabili sarebbero le compagnie petrolifere, che contestano i calcoli di Nomisma: secondo l’Unione Petroliferail prezzo industriale di benzina e gasolio in Italia è sostanzialmente allineato coi prezzi europei“. I petrolieri però non spiegano come mai il margine lordo sul prezzo finale della benzina sia aumentato da 0,199 a 0,235 euro per litro.

Per gli automobilisti questi dati hanno un effetto relativo sulla loro vita di tutti i giorni. La scelta oggi per loro è tra pompe di benzina che possono avere differenze fino a una quarantina di centesimi – mentre fino a qualche anno fa il range era molto più ristretto: una decina di centesimi. Oggi se ci si presenta ai self service si può anche pagare 1,30 euro al litro per il diesel e 1,40 per la verde, mentre se ci si affida alla modalità servito, si può arrivare a spendere 1,70 euro al litro per il diesel e 1,80 per la verde.

E rispetto al passato si può rilevare che chi decide di rifornirsi ai distributori no logo pensa di risparmiare, ma questo ormai non corrisponde più al vero in ogni occasione: secondo Davide Tabarelli di Nomisma Energiacerti no-logo fanno pagare di più. La garanzia del risparmio si ha nelle stazioni di servizio dei supermercati e quando le compagnie fanno delle promozioni“.

Da notare poi che il calo del prezzo del petrolio non dovrebbe durare, secondo Massimo Siano, un operatore di borsa che tratta in Petrolio e materie prime pensa che il barile possa calare fino ai 40 dollarima poi risalirà a 80 entro l’autunno“. E a quel punto, non ci sono dubbi, l’adeguamento al rialzo della benzina sarà immediato.

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