Il mancato taglio della produzione Opec, che di fatto ha scelto di non fare nulla per difendere la quotazione del petrolio, ha portato il petrolio Wti sotto i 70 dollari al barile. La metà del massimo raggiunto nell’estate 2008, e comunque un calo che supera il 30% rispetto all’estate scorsa.

Di fronte a questo calo continuo delle quotazioni si è mossa l’Eni per prima, con una riduzione di 1,5 cent al litro sui prezzi raccomandati dai benzina e diesel.
A meno di sorprese dell’ultimo minuto, da lunedì dovrebbe arrivare la reazione dei distributori no logo, della grande distruzione, e dei full self h24.

Quali sono i prezzi in attesa di questo ribasso? Secondo una rivelazione a campione nelle stazioni di servizio, il prezzo medio praticato per la benzina va dagli 1,688 euro al litro di Eni agli 1,713 euro della Q8 – mentre i nologo veleggiano a quota 1,550. Passando al diesel troviamo che si può andareva dagli 1,612 euro/litro di Eni all’1,641 di Tamoil – ovviamente anche in questo caso i prezzi migliori si scontano dai distributori no-logo, 1,46 euro a 1,460). Per il gpl, si passa dagli 0,657 dei no logo, agli 0,669 euro/litro di Shell e 0,691 di Ip.

La situazione italiana è particolare. Visto il carico fiscale sulla benzina – le tasse si mangiano il 61,5% del prezzo finale – le oscillazioni nelle quotazioni hanno uno scarso influsso sui prezzi finali.

Secondo dati del Ministero per lo sviluppo economico e della Commissione europea, il prezzo italiano della benzina supera la media europea di 26,5 cent/litro – e solo 1,7 cent/litro sono dovuti ad un prezzo più elevato. Per il diesel il prezzo industriale incide ancora di meno sul maggior prezzo finale – solo per 0,5 cent al litro. Il resto – 24,5 cent/litro – del prezzo che paghiamo in più dipende dalle accise.

photo credit: fazen via photopin cc