Sembra strano precisare una notizia del genere ma no, Erich Priebke non potrà avere una festa pubblica per i suoi 100 anni.

L’ex ufficiale delle SS che sta scontando l’ergastolo ai domiciliari a Roma, è responsabile dell’eccidio delle Fosse Ardeatine che costarono la vita a oltre 335 persone fucilate dai nazisti il 24 marzo 1944, il prossimo 29 luglio compirà 100 anni e, strano ma vero, c’è qualcuno che vorrebbe festeggiarlo.

Il criminale nazista vive nel quartiere romano della Balduina dove ogni mattina scende di casa e passeggia per le strade del rione. Intercettato dai presenti, prova a nascondere il volto e dribbla le domande su dove e come festeggerà il compleanno.

Per fermare il “party” in programma in onore dell’assassino, in prima fila la comunità ebraica di Roma per voce del suo presidente Riccardo Pacifici ha fatto un appello al governo e alle istituzioni cittadine “Lanciamo un appello al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al premier Enrico Letta, al ministro Annamaria Cancellieri, al sindaco di Roma Ignazio Marino e al neogovernatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti, affinché vigilino”, ha dichiarato Pacifici “Il pomo della discordia non è il centenario di Priebke ma l’omaggio che in molti vanno a fargli a casa. È nei loro confronti che esprimiamo la nostra indignazione, non solo come ebrei ma come italiani. Alle Fosse Ardeatine vennero trucidate persone comuni, militari, carabinieri, preti, non solo ebrei: 10 per ogni tedesco ucciso nella rappresaglia di via Rasella. Priebke è un uomo, condannato per crimini di guerra, che non si è mai pentito, che non ha mai chiesto scusa, che non ha mai avuto pietà dei familiari delle vittime o delle persone che ha torturato a via Tasso”. Per il presidente della comunità ebraica “c’è poco da festeggiare, non vogliamo che Roma venga offesa con questa azione. Le autorità si adoperino affinchè non esploda la rabbia dei familiari delle vittime”, ha concluso Pacifici.

Prontamente arrivata la risposta del neo sindaco di Roma Ignazio Marino che con una nota ha garantito la sua attenzione sul tema “Vigilerò personalmente affinché nessuna “festa” pubblica sia autorizzata in occasione dei 100 anni di Erich Priebke. Come più volte ricordato, Roma ha il dovere di ricordare chi ha combattuto per liberare la città dall’occupazione nazifascista e chi per mano di questa ha perduto la propria vita. Roma è stata insignita della Medaglia d’Oro della Resistenza e nessuno può festeggiare uno dei responsabili dell’eccidio delle Fosse Ardeatine”.

Anche il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti su twitter ha detto la sua chiara opinione a riguardo: “Roma non dimentica. Non si può festeggiare Priebke, il boia delle Fosse Ardeatine”.

L’associazione Partigiani è intervenuta sulla questione “Pensare ad una festa per i 100 anni di un criminale di guerra sarebbe una cosa indecente, alla memoria delle vittime del nazifascismo non si può mai derogare” così il presidente dell’Anpi di Roma e Lazio, Vito Francesco Polcaro, “Non stiamo parlando di una persona per la quale si deve fare festa. Sarebbe indegno se si ripetesse la sceneggiata di dieci anni fa con la megafesta in un agriturismo. Noi non organizzeremo sit-in o manifestazioni, credo che la cosa migliore sarebbe quella di ignorarlo”.

Da parte sua l’assassino nazista, per voce del suo avvocato Paolo Giachini ha negato qualsiasi tipo di festa in programma affermando “Non ci sarà alcuna festa per i 100 anni. È ora di farla finita, l’Anpi e la Comunità ebraica si occupino dei problemi che li riguardano non di un povero vecchietto che sta scontando a norma di legge il suo ergastolo. Lo lascino in pace”.

Mentre l’avvocato Carlo Taormina, ex legale dello stesso Priebke, è intervenuto smentendo lo stesso Giachini e su twitter scrive: “Parteciperò alla festa dei cento anni di Priebke come ho fatto per i 90. Allora? Nessuno sa che dei 50 imputati 49 stati assolti” e in giornata all’Ansa ha precisato: “Sono stato invitato dal suo avvocato e quindi andrò”.

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