I benefici sull’acquisto della prima casa si hanno solo se l’abitazione non è di lusso.

La definizione ”immobile di lusso” non si riferisce alle rifiniture o agli accessori, ma alla superficie e non vale come garanzia la categoria catastale. L’unità abitativa non deve superare i 240 metri quadrati, esclusi balconi, terrazze, cantine, soffitte, scale e posti auto. Basta avere una superficie di poco più grande e non ha diritto all’agevolazione. È opportuno, quindi, che l’acquirente faccia le opportune verifiche con l’aiuto di un esperto prima di inoltrare la domanda per l’agevolazione fiscale.

E poi, requisito indispensabile, la prima casa deve essere destinata solo a propria abitazione principale. Inoltre si può fruire delle agevolazioni previste per la prima casa anche se si abita, in affitto o in comodato d’uso, in un immobile diverso da quello che si vuole acquistare. L’importante è avere la residenza nel Comune in cui si è proprietari della prima casa oppure impegnarsi a trasferirvisi entro 18 mesi dall’acquisto. Si può comprare nel Comune dove si studia o lavora anche se non si ha la residenza. I cittadini italiani che risiedono all’estero possono acquistare in qualsiasi località.

Altri requisiti indispensabili: chi compra non dev’essere titolare da solo o con il coniuge di diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di un’altra casa nel Comune dove si trova quella da acquistare e non sia titolare, in tutta l’Italia, degli stessi diritti su un’altra abitazione acquistata (anche dal coniuge) con le agevolazioni prima casa, neppure per quote o in comunione legale.

Con il bonus prima casa, chi compra da un’impresa costruttrice paga un’Iva ridotta: il 4% sul prezzo di vendita, invece che il 10% previsto per le abitazioni non di lusso, anche se la prima casa è in costruzione o è situata all’interno di complessi turistici, purché non sia di lusso. Tuttavia c’è una condizione: l’impresa che ha costruito o ristrutturato l’immobile deve venderlo entro cinque anni dalla fine dei lavori.

Infatti, le vendite che avvengono dopo sono esenti da Iva, tranne che entro questi 5 anni, se l’abitazione è stata data in locazione per almeno 4 anni in piani di edilizia residenziale convenzionata.

Con l’Iva al 4% si possono acquistare anche alcune pertinenze: una per ogni categoria C/2 (soffitta e cantina), C/6 (rimessa) e C/7 (tettoia chiusa o aperta). Box, cantine o tettoie scontano l’Iva al 10 per cento: con atto unico o con più atti separati.

Se invece è un privato che vende l’abitazione, non paga l’Iva, ma paga l’imposta di registro del 3% sul valore catastale della casa rivalutato indipendentemente dal prezzo di vendita, che di solito è più alto. Comunque alla stipula dell’atto occorra versare le imposte ipotecaria e catastale, in misura fissa di 168 euro ciascuna invece che rispettivamente il 2 e l’1 per cento.