“La Traviata” diretta da Daniele Gatti ha aperto la stagione lirica 2013-2014 della Scala di Milano, celebrando i due secoli dalla nascita di Giuseppe Verdi. Il melodramma che, in meno di tre ore racconta della cortigiana Violetta che si innamora del giovane di buona famiglia Alfredo, è un’opera in tre atti con libretto di Francesco Maria Piave, tratto dal celebre romanzo “La signora delle camelie” di Alexandre Dumas.

Uno spettacolo andato in scena, come da tradizione, il 7 dicembre, giorno in cui si festeggia Sant’Ambrogio, e che quest’anno si è aperto nel ricordo di Nelson Mandela con un minuto di silenzio richiesto dal Direttore Gatti per ricordare l’eroe anti-apartheid, un uomo “dall’umanità profondissima”.

Se il pubblico ha applaudito all’unisono per Madiba, meno convincente è stato il loro apprezzamento per l’opera andata in scena: in platea sono stati intensi gli applausi per le voci di Diana Damrau, Violetta appassionata e l’orchestra scaligera diretta dal maestro Gatti, ma meno convincenti sono state, invece, le opinioni provenienti dai loggioni dai quali son partiti numerosi fischi e “buuuu” di dissenso per la regia e le scene del russo Dimitri Tcherniakov.

I consensi, ad ogni modo sono tutti per gli attori, tra cui il tenore Piotr Beczala, Alfredo, e il baritono Zeljko Lucic, papà Germont.

Presente nel pubblico anche il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che insieme a quello della Commissione europea Josè Manuel Barroso assiste dal palco reale all’opera. Oltre alle alte cariche dello Stato, la prima della Scala ha richiamato a Milano, nel giorno di Sant’Ambrogio, molti rappresentanti delle istituzioni, del mondo dell’imprenditoria, della cultura e della moda. Ecco qualche esempio con i loro commenti sulla prima:

Giorgio Armani:- ”Questa Traviata mi lascia molto perplesso. C’e’ modernita’ e modernità, questa mi piace poco”. ”Anni fa feci i costumi per ‘Cosi’ fan tutte’ a Londra, erano i costumi della mia collezione – ha poi raccontato -. Ma eravamo riusciti a dare un tocco di modernità, senza tradire lo spirito dell’opera”.

Carla Fracci: “Io sono per la tradizione”. ”Trovo senza senso – prosegue –  che un uomo disperato si metta a tagliare verdure. Io comunque ero in scena, da ragazza, alla Traviata di Visconti. Non dico altro”. Critico anche il marito Beppe Menegatti: ”E’ un vecchiume disperante”.

Roberto Bolle: ”Diana Damrau straordinaria, mi è piaciuta in generale “Traviata”, in una sera di grande festa. E finalmente si celebra degnamente Verdi alla Scala“.