Alle 22.20 Pier Luigi Bersani, il vincitore delle primarie del centrosinistra, ha pronunciato il suo primo discorso da candidato a presidente del Consiglio, a Roma, al teatro Capranica, davanti ai suoi sostenitori.

Questa vittoria è una doppia soddisfazione: la prima e più grande è stata quella di aver creduto fortemente dal primo momento alle primarie, questa nostra grandissima avventura. Le ho volute testardamente, e le ho volute aperte. Un grande partito popolare come il mio deve sempre avere grande fiducia nella gente. La seconda soddisfazione è per il mio risultato, anche per me inaspettato in queste proporzioni, anche se non mi sono mai agitato. Devo fare una dedica alla mia famiglia, l’ho ancora una volta trascurata. E una dedica vera e grande ai centomila volontari che hanno lavorato in queste primarie per un mese. Grazie anche all’organizzazione del partito. Non può esistere un grande schieramento dei progressisti senza i volontari e senza una organizzazione che li sappia tenere assieme“.

Un occhio agli alleati: “Ringrazio quelle forze politiche che hanno sottoscritto con noi la nostra carta. Un ringraziamento ai candidati del primo turno che hanno voluto sostenermi. Grazie a Laura Puppato, il suo interesse per la green economy è nelle mie corde; anche Tabacci sa che la sua sfumatura liberale europeista rafforzerà le convinzioni che ho. Un saluto particolarissimo a Nichi Vendola. Mi ha invitato a far sentire un profumo di sinistra; se non me lo sentissi addosso, non riconoscerei il mio odorato“.

Fair play corrisposto con l’avversario: “Voglio ringraziare per la telefonata Matteo Renzi. Grazie per le parole affettuose che ha voluto rivolgermi. Voglio riconoscergli una presenza forte e fresca, un contributo grande che ha dato senso alle primarie, le ha fatte vivere in modo vero. Anche questo è stato importante“.

E ora? “Devo dare un forte profilo di governo al centrosinistra. Devo definire i percorsi e gli spazi per la nuova generazione. Sono le due cose che devo fare e farò. Domani partirò per la Libia per incontrare il nuovo presidente. Ritengo che l’Italia debba cominciare a riprendere un suo ruolo con l’area del Mediterraneo, è casa nostra”.

Sulle elezioni generali: “La grande sfida che ci attende è il prossimo confronto elettorale. Avremo tanta gente da convincere e respingere l’iniziativa di chi non ci vuole. Noi dobbiamo vincere, ma non si può vincere a qualsiasi prezzo. non si può vincere raccontando favole, perchè poi non si governa. Siccome in un paese come il nostro la mamma del populismo e della demagogia è sempre incinta, noi dobbiamo vincere senza raccontare favole. Non sarà semplice, ma il Paese ha bisogno di questo. Non possiamo ignorare che siamo davanti alla più grave crisi del dopoguerra, a cominciare dal problema numero uno, che è il lavoro. Dobbiamo vincere con la verità per poter governare, perchè dobbiamo essere utili a questo paese. E’ quello che il paese aspetta“.

La conclusione: “Il viaggio lo facciamo assieme. Qui non c’è un uomo solo al comando. E mettiamoci anche allegria, convinzione, serenità. Bisogna essere tranquilli, forti e decisi. Grazie per quello che avete fatto e per quel che farete nella battaglia comune“.

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