Ce la farà Matteo Renzi a recuperare uno svantaggio che i sondaggi danno anche superiore al 15% nei confronti di Pier Luigi Bersani? Oppure il segretario del Pd vincerà già al primo turno? Gli elettori del centrosinistra hanno a disposizione 9.239 seggi allestiti in 7.949 comuni per deciderlo. C’è tempo fino alle 20. Servono documento d’identità, tessera elettorale e certificato di elettore del centrosinistra. Se nessuno dei cinque candidati (oltre a Bersani e Renzi partecipano Niki Vendola, Laura Puppato e Bruno Tabacci) supererà il 50% dei voti validi, verrà tenuto un secondo turno di ballottaggio domenica 2 dicembre. Più di un milione e mezzo di persone ha registrato la propria partecipazione a queste primarie.

Come in ogni competizione elettorale, la campagna è stata dura e gli scontri aspri. L’ultimo ha riguardato lo spazio televisivo. E’ stato venerdì 23, quando Bersani aveva concordato un’intervista al Tg1 delle 20, cioè il momento di massimo ascolto; la macchina organizzativa di Renzi aveva fatto fuoco e fiamme, accusando la Rai di favoritismi, così la rete televisiva ha inserito il sindaco di Firenze accanto a Bersani, concedendo alcuni minuti a testa. E poi ha dovuto anche montare in fretta un servizio per dare spazio anche agli altri tre.

Agli sgoccioli della campagna Bersani, con la particolare sportività di chi è ragionevolmente sicuro di vincere, ha detto che se perdesse appoggerebbe Renzi. Il segretario ha inoltre aperto all’alleanza con l’Idv. Il sindaco di Firenze ha puntato sul proprio appeal verso gli elettori degli altri schieramenti e gli indecisi, affermando che con lui candidato, il Pd avrebbe maggiori probabilità di vincere le elezioni.

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