Diamo uno sguardo ai tre candidati che si sfidano oggi alle primarie del centrosinistra per le regionali della Lombardia.

Il più noto è Umberto Ambrosoli. Avvocato, 41 anni, è il figlio di Giorgio, anch’egli avvocato; Ambrosoli senior fu ucciso l’11 luglio 1979 da un sicario assoldato da Michele Sindona, sul quale Ambrosoli stava indagando in qualità di commissario liquidatore della Banca privata italiana. Umberto fa parte del comitato antimafia del Comune di Milano. Non è un politico professionista, tanto che inizialmente aveva rifiutato di candidarsi, spiegando che mancava il tempo necessario per elaborare un vero progetto civico. Ma alla fine è stato convinto. I punti principali del suo programma: fermare la corsa alla cementificazione; integrare la tariffazione della rete di trasporto pubblico per renderlo efficiente; creare un sistema trasparente sulla gestione della sanità, scegliendo medici e dirigenti esclusivamente sulla base del merito; inoltre il costo del ticket deve essere commisurato al reddito del cittadino; aprire infine i dati sull’amministrazione regionale, per favorire la trasparenza e il controllo dei cittadini.

C’è anche una donna tra i candidati: Alessandra Kustermann. Medico, 59 anni. La prima donna a diventare primario ginecologo alla Mangiagalli di Milano. Ha realizzato a Milano il primo servizio pubblico contro la violenza sessuale, seguito da un centro contro la violenza domestica. Nel suo programma, sulla sanità si legge “È necessario riequilibrare pubblico e privato, concentrare le eccellenze, ridurre sprechi e doppioni. La salute non è un business. È un diritto per tutti garantito dalla Costituzione italiana”. Intende inoltre diminuire il numero delle Asl e delle aziende ospedaliere portandole a 7 ciascuno. Sui trasporti, vorrebbe creare competizione tra le aziende ferroviarie, indicendo nuove gare e controllando incisivamente la qualità dei servizi ferroviari. Sulla scuola intende privilegiare gli istituti pubblici, abolendo i buoni regionali alle famiglie che iscrivono i figli in scuole private. E vuole riorganizzare il sistema dei fondi regionali per lo studio e la formazione.

Andrea Di Stefano è un giornalista. Ha 48 anni. Si occupa di economia e finanza etica. Collabora con Repubblica, RaiNews24, il Fatto quotidiano on line e i giornali locali del gruppo Espresso. Sul suo programma, nella sezione Ambiente: “Un’urgenza assoluta è legata alla bonifica dei suoli lombardi che hanno livelli di inquinanti altissimi (ad esempio a Brescia, la cui situazione è ben peggiore che a Taranto): la Regione deve coordinare attraverso l’Arpa un piano di ampio respiro che integri bonifiche e gestione rifiuti, superando il modello degli interventi tampone”. Di Stefano vuole bloccare ogni nuovo piano per costruire infrastrutture in financing e vuole imporre alle nuove case e alle ristrutturazioni consumi energetici inferiori del 30% agli attuali, oltre a ridurre l’Imu sulle abitazioni per chi compie interventi di efficienza energetica. Sui trasporti vuole creare entro il 2020 un’area metropolitana chiusa al traffico ad idrocarburi.