Matteo Renzi, sfidante di Pier Luigi Bersani nel ballottaggio che domenica 2 dicembre concluderà le primarie del centro sinistra, ha aperto il confronto a distanza col segretario del Pd nella trasmissione “Che tempo che fa”, condotta da Fabio Fazio, andata in onda lunedì 26 novembre su Rai Tre.

Il sindaco di Firenze ha così esordito: “Mi verrebbe voglia di cercare chi diceva che le primarie avrebbero rovinato il centrosinistra. E’ stato bello vedere la gente che sopporta la coda per affidarti il proprio tempo. Da domenica il centrosinistra e il Pd non sono più di dirigenti e correnti, ma sono della gente che pazientemente si è messa in coda“.

Sullo scontro con la vecchia guardia del partito: “Io ho grande rispetto per la storia dell’insieme del mio partito. Ma arriva un momento in cui la politica non ti deve solo raccontare cosa è accaduto negli ultimi 20 anni, ma cosa intende fare per i prossimi 20. Il ballottaggio è un referendum per il futuro“.

La strategia per il ballottaggio? “Domenica prossima la partita ricomincerà da 0-0. Cercherò di convincere alcuni di quelli che hanno votato per Bersani. Cercherò di dire loro che si può aver fiducia in una classe dirigente nuova. Perchè su molte cose la vecchia classe dirigente ha fallito. Sulla riforma della scuola il centrosinistra ha fallito; sulla questione del conflitto interesse ha fallito. Non possiamo limitarci a raccontare della crisi, senza offrire soluzioni vere. Noi italiani dobbiamo tornare ad entusiasmarci. L’italia può essere una start-up”.

Cosa farà se vince Bersani? “La squadra è la stessa, ma all’interno ci sono idee diverse su chi deve scendere in campo e come si deve giocare. E probabile che vinca Bersani, è avvantaggiato, anche se domenica ci si rimette in gioco. Se vincerà lui, non solo io sono pronto a dare una mano, ma non chiederò niente in cambio“.

E Vendola? “Io non credo che lui sia il custode dei suoi voti. Non è detto che gli elettori di centrosinistra che hanno votato per lui al primo turno seguiranno le sue indicazioni”.

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