Varie differenze di stile tra i personaggi coinvolti nelle primarie del centrosinistra. Nichi Vendola, che ha votato intorno alle 16.30, ha commentato, in tono molto presidenziale: “La democrazia potrebbe davvero essere la proprietà pubblica della politica. La politica come discussione che la comunità fa sulla qualità della propria vita, sulla qualità dei servizi, sui diritti delle persone. Bisogna riprendersi la politica”.

Laura Puppato: “Le primarie sono state troppo brevi. Penso che all’eventuale ballottaggio potranno anche esserci delle sorprese”.

Bruno Trabacci: “Il senso di questa iniziativa politica è stato compreso, è un modo per riavvicinare la gente alla politica. Non sono le primarie del Pd, è una cosa molto più ampia”.

Al di fuori dei candidati, l’ex presidente del Consiglio, Romano Prodi: “Speriamo che sia l’inizio di una fase di serenità per l’Italia”. Chiestogli un commento sulla grande affluenza, (oltre due milioni e mezzo): “Lo speravo. Con tutto quello che si è detto in questi mesi a proposito degli italiani lontani dalla politica che rifiutano ogni rapporto con i partiti, si poteva anche dubitare”.

A Prodi è stato anche chiesto per chi avesse votato ma, correttamente, non lo ha detto per evitare influenze. Ben altro stile rispetto a quello del  leader della Cgil Susanna Camusso la quale, nel pieno delle votazioni, ha detto: “Ho votato per Bersani. Se vincesse Renzi sarebbe certamente un problema. Le sue proposte sul lavoro sono molto distanti dalle nostre e sono un problema per il Paese”.

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