Nel Pd scatta il tutti contro tutti. Il segretario Guglielmo Epifani, a una manifestazione a Milano con il candidato alla sua successione Gianni Cuperlo, ha risposto a distanza a Matteo Renzi che nei giorni scorsi lo aveva criticato in merito al comportamento mantenuto sul caso Cancellieri: “Penso che abbiamo agito correttamente. In questa fase mi sono dato un costume di non entrare in discussione con i candidati”.

A dare un’altra stoccata a Renzi ci pensa Cuperlo: “E’ mia convinzione profonda che non si possa fare questo lavoro mentre fai un’altra cosa. Se ti candidi a cambiare tutto, nella sinistra e nel paese, non lo fai come secondo lavoro nei ritagli di tempo. na politica senza simboli e senza anima si riduce alla tecnica. Che è cosa interessante ma non è politica. Questo simbolo del Pd è nostro, di tutti noi. Il ventennio va chiuso e la guerra deve finire anche per noi, deve finire il nostro ventennio e cambiare tutto. Dobbiamo riconquistare i principi e l’onestà della nostra parte. La notte va a finire, è quasi mattina, noi siamo l’alba”.

Nella lettera agli iscritti Pd Renzi difende il partito: “Chi spara nel mucchio dicendo che ci sono casi anomali nel tesseramento dovrebbe fare nomi e cognomi. Altrimenti diamo l’impressione che 370 mila persone che vanno a votare sono 370 mila imbroglioni. Non è così. Se ci sono imbroglioni, si prendono e si cacciano. Non si fa di tutta l’erba un fascio”.

Il sindaco di Firenze poi continua: “Servono i voti di chi sceglieva altri, da sindaco ho mantenuto le promesse. Servono i voti degli italiani: quei voti che non abbiamo saputo prendere alle ultime elezioni. Il Partito Democratico è oggi l’unica vera grande speranza perché questo cambiamento sia radicale, serio, profondo. Tocca a noi, nessuno si tiri indietro. Nell’esperienza di sindaco di Firenze ciò che ho promesso, poi l’ho mantenuto. Mi hanno insegnato che quando ci si candida oltre a dire: Io vorrei fare, bisogna anche dire: Io in questi anni ho fatto”.

Intanto Epifani annuncia che tra fine febbraio e marzo il Pd organizzerà a Roma per la prima volta il congresso del Partito socialista europeo: “Un segno di appartenenza che dice quali sono le nostre radici e i nostri legami”. Le reazioni sono immediate: Giuseppe Fioroni giudica l’iniziativa “un atto grave che muta geneticamente il Pd, un blitz pericoloso e grave che annulla il partito di centrosinistra per diventare la sinistra. Lo scioglimento della Margherita è annullato di fatto”. Chi non ne vuol sapere del ‘polverone’ è Romano Prodi, che si defila e annuncia che non voterà alle primarie: “Non per polemica ma ho deciso di ritirarmi dalla vita politica. Non sono un uomo qualunque, se voto alle primarie devo dire per chi, come e in che modo”.