La partita per controllare il Partito democratico resta sempre scottante. Dopo la faccenda delle tessere gonfiate, Matteo Renzi fa il punto in un’intervista al quotidiano La Repubblica: “Sicuramente, ci sono situazioni di tesseramento gonfiato. Non ne so niente, non me ne sono mai occupato, ma alcuni sono evidenti. Sarebbe stato meglio intervenire sui singoli casi, e ce ne sono, piuttosto che sparare nel mucchio. Però non sarò io a preoccuparmi delle regole. Voglio parlare dell’Italia“.

Il sindaco di Firenze, principale candidato alla segreteria del partito nel congresso che si terrà l’8 dicembre, aggiunge: “Il paradosso è che se la prendono con me. Sono stato l’unico a dire: facciamo direttamente le primarie, lasciamo dopo la partita dei congressi locali e degli iscritti. Mi ero raccomandato. Ci sono posti dove il Pd non fa il tesseramento da due anni. Volete che non succedano pasticci?

Renzi (foto by InfoPhoto) non si lascia sfuggire l’occasione per dare una stoccata al gruppo che fa (faceva?) riferimento a Pier Luigi Bersani: “Ai teorici delle tessere faccio notare che stavolta sono andati nei circoli 350 mila iscritti mentre nel 2009, all’ultimo congresso, furono 500 mila. Significa il 30 per cento in meno ed è un segno importante su cui forse occorre una riflessione. Bersani teorizzava il Pd solido, ma quel Pd è evaporato“.