Animi sempre più accesi a poco più di due giorni dal ballottaggio che ci dirà il nome del candidato del centrosinistra alle elezioni del 2013. Giornate di scontri sulle regole del voto del 2 dicembre. Il confronto tv che ha visto protagonisti i due sfidanti su RaiUno. Ora la nuova polemica sulla pubblicità a pagamento pubblicata su alcuni quotidiani da Matteo Renzi per invitare a registrarsi in vista del ballottaggio sul sito domenicavoto.it, che permette a chi non ha partecipato alla prima consultazione di inviare la richiesta di registrazione al coordinamento provinciale di residenza. Sarà questo a decidere se accettarla o meno.

Iniziative che non sono piaciute al suo diretto avversario e agli altri candidati che hanno partecipato al primo turno. Bersani, Vendola, Puppato e Tabacci hanno presentato un esposto al collegio dei garanti delle primarie contro la pubblicità del sito, la cui creazione sarebbe riconducibile alla fondazione Big Bang del sindaco di Firenze. Una iniziativa che ha portato il presidente dei garanti, Luigi Berlinguer, a parlare di “inquinamento” del voto e “disinformazione”, accusando anche Renzi di mail bombing. Su Twitter, Renzi cerca di abbassare i toni: il sito domenicavoto.it, scrive, “è perfettamente in linea con le regole delle primarie. Evitiamo il nervosismo e manteniamo il clima giusto, dai”.

E sempre su Twitter si scatena l’ironia degli internauti, impegnati a fare a gara nella ricerca delle giustificazioni più incredibili per partecipare al ballottaggio. Le nuove regole decise dal coordinamento nazionale del Pd prevedono infatti che gli elettori che non hanno partecipato al voto del primo turno “dichiarino di essersi trovati, per cause indipendenti dalla loro volontà, nell’impossibilità di registrarsi all’albo degli elettori entro la data del 25 novembre alle ore 20″. Chi non l’ha fatto, potrà registrarsi oggi e domani portando la “giustificazione”. Sono accettati motivi familiari, di salute, di lavoro e viaggi all’estero. Ma i cinguettatori di Internet hanno lasciato scatenare la propria fantasia e trovato scuse ben più accattivanti. C’è chi dice di non aver votato perché “visto che il mondo gira, attendevo che il seggio si materializzasse sotto casa” e chi di essere stato impegnato a “vendere frigoriferi agli eschimesi”. Qualcuno non aveva spicci, a qualcun’altro era morto il gatto (a 9 code). C’è chi giura di essere stato rapito “dall’Ufo di Formigoni” e chi dice di aver speso i 2 euro per caffè e brioche. E chi di essere andato “a un matrimonio gay”. Dunque di non aver potuto votare perché, non c’è bisogno di dirlo, si trovava all’estero.

photo credit: Michele Ficara Manganelli via photopin cc