Verdini dovrà convincere la destra a organizzare le sue primarie perché quelle del Pd sono aperte solo al centrosinistra. A mettere i puntini sulle i nelle scorse ore è stato il presidente del Pd  Matteo Orfini, che ha messo a tacere le indiscrezioni pubblicate dal quotidiano La Repubblica nei giorni scorsi.

Secondo La Repubblica Verdini voleva sostenere Giachetti alle primarie romane e Sala a Milano e presentare anche liste civiche con i renziani. La chiusura di Orfini è stata accolta con risentimento dagli esponenti di Ala.  Ignazio Abrignani ha replicato che il suo gruppo non è mai stato interessato a partecipare alle primarie del Pd e dai leader non ci sono state affatto indicazioni di voto:

L’unica cosa che ritengo di fare è un in bocca al lupo a tutti i candidati per domenica. Stimo l’onorevole Giachetti e lo riterrei un ottimo candidato della città in cui vivo, per cui, se fossi un elettore del Pd, domenica avrei votato per lui.

Una smentita che non è bastata a placare le acque nella minoranza del Pd, preoccupata dall’ingresso di Ala nella maggioranza. Il più agguerrito tra i democratici è Roberto Speranza che tuona:

La scelta di Verdini di partecipare alle primarie del Pd sostenendo i candidati renziani è la naturale conseguenza dell’ingresso di Ala nella maggioranza di governo. Finora accolti, da molti ma non da noi, a braccia aperte. Oggi il presidente del Pd Orfini ha dato lo stop a Verdini che vuol partecipare alle nostre primarie. Meglio tardi che mai. Ora però ne parli con Renzi, temo abbiano idee diverse.

Speranza ha invitato i leader del Pd a prendere una decisione. La minoranza democratica chiede di anticipare il congresso del partito per affrontare la questione. Nei giorni scorsi non sono mancate frecciatine da parte di D’Alema e Bersani sulla presunta partecipazione di Ala alle primarie. D’Alema  insinua che Verdini avrebbe già aiutato una volta Renzi a vincere le primarie a Firenze.