Bufera sul Pd dopo le polemiche provocate dall’inchiesta di Fanpage, che a Ercolano ha documentato il caso di una sessantina di migranti ospiti dell’hotel Belvedere che sarebbero stati portati in macchina ai seggi con la precisa istruzione di votare per Matteo Renzi.

Nel video pubblicato dal portale di informazione un giovane immigrato racconta di essere stato prelevato insieme a una sessantina di compagni da una vettura che ha fatto avanti e indietro per consentire loro di recarsi al seggio.

La dirigenza del campo si sarebbe preoccupata di fornire i documenti utili per le operazioni e di pagare i 2 euro necessari per esprimere la preferenza (in teoria già concordata): ai migranti è stato detto che il loro gesto sarebbe stato molto importante per migliorare la loro situazione.

Il sindaco di Ercolano Ciro Buonajuto ha festeggiato la grande affluenza del suo comune, aumentata del 277% rispetto al 2013, e ha parlato di un “importante segno di integrazione e di partecipazione”, respingendo allo stesso tempo le accuse.

Secondo il primo cittadino “questi ragazzi vivono da circa due anni sul territorio ercolanese e partecipano attivamente alle iniziative che si svolgono in città”, essendo stati presenti a una serie di manifestazioni come la Marcia della Legalità, un corteo contro la violenza sulle donne con Lucia Annibali, la giornata per le vittime innocenti delle mafie e al corteo per la Festa della Liberazione. Inoltre Bonajuto ha fatto notare che l’irrisorietà della percentuale del voto dei migranti rispetto alle migliaia registrate.

Non l’ha invece presa bene Matteo Salvini, che ha pubblicato il video in oggetto sulla propria bacheca Facebook con il seguente commento: “ROBA DA MATTI!!! ‘Profughi’ riferiscono di essere stati prelevati dal centro accoglienza e portati ai seggi per votare Renzi alle primarie del Pd con la promessa di essere aiutati per il permesso di soggiorno!!! Se è vero, dico: CHE PORCHERIA.”

Dal canto loro i membri di Movimento Democratico e Progressista hanno chiesto chiarimenti al Pd e un’interrogazione parlamentare al Ministero degli Interni per chiarire quanto avvenuto.