E’ iniziato lo spoglio delle Primarie del Pd che deciderà il nuovo segretario nazionale del partito. Matteo Renzi  (foto by InfoPhoto) è favorito nei sondaggi su Giuseppe Civati e Gianni Cuperlo. Segui lo spoglio in tempo reale a questo link

Alle 16 Cuperlo avanti in Australia una nota del comitato Cuperlo informa che tra Sidney, Melbourne e Adelaide Cuperlo è primo con 202 voti, secondo Renzi con 104 voti, terzo Civati 69. All’appello manca il dato di Perth dove c’e’ una differenza di fuso orario di 3 ore rispetto alla East Coast australiana.

Alle 20:45 sono 2114 le sezioni scrutinate su 8476. Renzi è in vantaggio con il 68,4% delle preferenze dei votanti davanti a Cuperlo che ha ottenuto il 18,3 % mentre Civati insegue con il 13,4%.

Alle 22 sono 5563 le sezioni scrutinate su 8476. Renzi mantiene saldamente la vetta con il 68% e oltre 1.150.000 voti. Segue Cuperlo con il 17,9% e oltre 300.000 preferenze mentre Civati agguanta la soglia del 14% e supera i 240.000 voti.

Alle 24 sono 7197 le sezioni scrutinate su 8476. Renzi resta leader con il 67% e oltre 1.638.000 voti. Segue Cuperlo con il 18% e oltre 434.000 preferenze mentre Civati con 344.000 voti si mantiene sopra il 14%.

Matteo Renzi è il nuovo segretario del Partito Democratico. Le Primarie del Pd hanno sancito il trionfo del sindaco di Firenze. Si sono rivelate azzeccate, dunque, le anticipazioni diffuse dal comitato elettorale di Renzi che a mezz’ora dalla chiusura dei seggi pronosticava un risultato con il primo cittadino fiorentino (foto by InfoPhoto) intorno al 70%. Da lunedì 9 dicembre assumerà la guida del Nazareno.

Il vincitore delle votazioni è arrivato alla ObiHall di Firenze ed è pronto al discorso. Il ringraziamento è nei confronti di tutti: “Grazie Gianni Pittella che ha combattuto una battaglia molto bella, un grazie a Pippo Civati, un grazie particolare e dal cuore a Gianni Cuperlo. Se c’è una persona con cui ho voglia di discutere e dialogare per me quello è Cuperlo”. 

Le frasi salienti del discorso di Renzi: “Decine di migliaia di persone si sono riunite per il Vaffaday, oggi milioni di persone si sono riunite per fare delle proposte. Gli italiani che sono andati a votare a questo giro hanno avuto un bel coraggio, fidarsi è un gesto molto difficile. Affidarsi a una classe politica che ha dimostrato di non saper cogliere le istanze che il paese chiedeva è qualcosa che deve far riflettere. Il tempo che dobbiamo mettere a disposizione del cambiamento è finito. Vogliamo tagliare i costi della politica, superare il bicameralismo, senza il Senato, senza le province, senza che si umili il carattere fondamentale del fare politica”.

“Oggi coniugare il riformismo con la capacità di appassionare le persone significa scaldare i cuori. Non è la fine della sinistra, è la fine di questa classe dirigente della sinistra. E’ il momento di scrivere la nostra storia. Abbiamo garantito solo chi ha garantito, abbiamo parlato di lavoro organizzando i più grandi convegni, ma alla fine la disoccupazione è aumentata e il ceto medio è in difficoltà”.

“L’Italia e anche il Pd si sono abituati a essere piccoli, ha rimpicciolire le speranze. Ci viene chiesto di essere drammaticamente concreti, ma anche di tornare a riprenderci il futuro, a non vederlo più come una minaccia. Vorrei che questa sera andassimo a casa sapendo che il nostro modo di giocare, con simpatia ed entusiasmo, con la consapevolezza che nessuno di noi è indispensabile ma che ognuno di noi ha scritto una storia bella”.

“Essere di sinistra non è solo parlare di green economy, ma anche abbassare le tasse e dare garanzie a chi non le ha mai avute, non a chi ce le ha già. Si può essere di sinistra anche dicendo che carriera non è una parolaccia. Per combattere la povertà non servono le manifestazioni, serve creare ricchezza e valori. La parola scuola e la parola cultura non sono costi, sono investimenti. Abbiamo la cultura in mano a una struttura ottocentesca, non può basarsi sul sistema delle sovrintendenze”

“In un paese civile non deve bastare l’iscrizione a un sindacato per fare carriera e anche il sindacato deve cambiare con noi. Il gruppo dirigente che da domani guiderà il Pd non deve dire di sì al capo, ma tenere la schiena dritta. Apprezzo di più chi dice la cosa che pensa che chi si nasconde dietro le correnti”.

“Abbiamo il paese più bello del mondo, la classe imprenditoriale migliore, insegnanti e ricercatori appassionati, ma abbiamo la peggiore classe dirigente che gli ultimi trent’anni abbiano conosciuto. Non ci sarà un’altra occasione di cambiare le cose, questa è l’ultima. Tocca a noi. Tocca ad una nuova generazione. E questa volta il cambiamento sarà vero. A noi il compito di realizzare il sogno. Il meglio deve ancora venire”.

I conteggi riportati sono da considerarsi ufficiosi.
Fonte: Commissione elettorale Partito Democratico.

Paolo Sperati su @Twitter e @Facebook

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