Dunque anche il Pdl terrà delle primarie, nonostante le forti resistenze di Silvio Berlusconi. Sebbene Angelino Alfano abbia precisato che l’ex premier le condivide, molte voci sostengono esattamente il contrario.

E faranno anche in fretta, il 16 dicembre. Tre settimane per decidere chi sfiderà il candidato del centrosinistra, la cui selezione è fissata al 25 novembre, tutti con l’obiettivo di non restare sepolti dalla probabile valanga di Grillo e dall’altrettanto probabile enorme astensionismo.

La linea della fretta sembra essere dettata dal gruppo degli ex An, guidati da Ignazio La Russa. Cosa che non va giù ai fedelissimi del Cavaliere, come Sandro Bondi, il quale si lamenta che ultimamente sia diventato proprio La Russa il centro delle decisioni in un partito ormai diviso. Effettivamente le pressioni su Alfano sono state fortissime. La Russa avrebbe addirittura minacciato di togliere supporto organizzativo ed economico in caso di annullamento o rinvio delle primarie.

E a proposito di questioni economiche, poiché da tempo Berlusconi ha deciso di non scucire più i suoi quattrini per il partito come ha fatto fin dalla fondazione, le attuali regole per le primarie stabiliscono che sia necessario essere iscritti al partito (10 euro la tessera) e pagare 2 euro per votare.

I candidati sono tanti, forse troppi. Se fossero in Formula 1, dovrebbero fare le prequalifiche in voga una ventina d’anni fa. Il 25 novembre è anche il termine entro il quale presentare le candidature per il Pdl, previa raccolta di diecimila firme. Attualmente contro Alfano corrono Santanché, Meloni, Galan, Cattaneo, Samorì, poi Crosetto, Biancofiore, Marra e anche Sgarbi. Alessandra Mussolini ha recentemente rinunciato a partecipare.

Ma quale contenuto politico? Quali argomenti proporre agli elettori, interni e poi generali? Buio completo.

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