A sorpresa i due inseguitori di queste primarie USA trionfano nello stato del Wisconsin: Ted Cruz e Bernie Sanders si sono infatti portati a casa oltre il 50% dei voti arrestando dunque per il momento la corsa dei più accreditati rivali Donald Trump e Hillary Clinton.

In particolar modo Ted Cruz ha trionfato su Trump con oltre 20 punti di vantaggi, una nuova vittoria dopo l’altra in Texas, dove però giocava in casa. Il repubblicano si conferma dunque l’unica alternativa credibile all’interno del partito rispetto all’imprevedibilità del tycoon, il quale inizia a sentire la pressione dell’accerchiamento. Cruz ha definito la sua vittoria “un momento di svolta” sul quale costruire il proseguimento della sua campagna elettorale.

Per Donald Trump invece si tratta di un segnale importante, che giunge al termine di un momento di crisi nel quale sono stati riscontrati i primi cali nei sondaggi e sono stati avvertiti i primi cali di affezione da parte dell’elettorato, un po’ meno partecipe ai comizi rispetto al passato.

Il partito repubblicano arriva dunque alla Convention di Cleveland senza un candidato indisputabile, e non è impossibile che durante la riunione possa venire designato anche un terzo outsider, che in questo caso potrebbe facilmente essere John Kasich, che sta succhiando voti al rivale Cruz e che a New York si prospetta come possibile secondo di lusso.

Dall’altra parte della barricata Hillary Clinton resta comunque in testa nella sfida contro Bernie Sanders per quanto riguarda il numero dei delegati – tenendo conto del sistema proporzionale americano – ma la striscia di vittorie del rivale, sei di fila, inizia a impensierire non poco la candidata democratica.

Il piano di Sanders sembra ormai definito: impedire alla rivale di raggiungere la maggioranza assoluta per quanto riguarda i delegati, evitando dunque la nomination automatica quale candidata ufficiale, e convincere così i superdelegati ad appoggiarlo facendo leva sul consenso popolare raggiunto.