Ieri sono andati al voto Pennsylvania, Maryland, Connecticut, Delaware e Rhode Island. Tutti questi stati si trovano nella parte orientale del paese, ma hanno caratteristiche demografiche ed economiche diverse. Tra i repubblicani Donald Trump ha vinto ovunque raggiungendo in diversi casi superiori al 50%, mentre Bernie Sanders è riuscito a portare via a Hillary Clinton solo il Rhode Island – oltre a contendere la vittoria nel Connecticut.

L’impressione è che l’elettorato del partito repubblicano abbia fatto ormai la sua scelta. E infatti Donald Trump dichiara che “a questo punto io mi considero il candidato presunto. Non vedo come i miei avversari possano negare l’evidenza democratica del mio vantaggio“. Il tycoon guarda ormai alla sfida con la Clinton che attacca con crescente aggressività. Così dal suo quartier generale alla Trump Tower di Manhattan dice che “se Hillary fosse un uomo non prenderebbe più del 5% dei voti“, e che come presidente “sarebbe orribile. Si guardi a Bengasi, alla Siria. Non ha la forza per fronteggiare la Cina“.

Si può fare grossomodo lo stesso discorso per l’ex first lady. Anche lei ormai si sente già lanciata nella sfida contro Trump, che ieri ha iniziato ad attaccare con un giro di parole: “Love trumps hate“, ovvero “io credo che l’amore superi l’odio“. il riferimento a Trump è chiaro: lo accusa di aver scelto la politica dell’odio che divide l’America. Per vincere contro il tycoon ha bisogno dell’appoggio di Sanders e Obama perché deve deve recuperare consenso fra le donne ed i giovani e sottolineare che il candidato repubblicano non sarebbe affidabile.

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