Uno Stato a testa e la corsa per le primarie Usa resta aperta, almeno tra i democratici. Nel nuovo martedì elettorale per la lunga campagna che porterà alle nomination presidenziali, Bernie Sanders è riuscito ad avere la meglio in Oregon, mentre Hillary Clinton è riuscita a spuntarla, anche se solamente per poco, in Kentucky.

Per la Clinton la strada che porta al successo alle primarie dei democratici dunque si complica, anche se resta la favorita. A suonare come un campanello d’allarme per lei sono i risultati di ieri, tutt’altro che esaltanti, così come quelli delle ultime settimane, che hanno visto diverse vittorie da parte dello sfidante Bernie Sanders, che continua a sperare di ribaltare clamorosamente il risultato in suo favore.

Sanders ha vinto in maniera piuttosto netta in Oregon, mentre in Kentucky ha perso giusto per una manciata di voti. La matematica non sembra riservargli molte possibilità di riuscire a raggiungere la Clinton come numero di delegati necessari per vincere le primarie dei democratici, ma il senatore del Vermont continua comunque a tenere duro e ha annunciato che resterà in gara fino alla fine.

Il 7 giugno c’è grande attesa per l’esito elettorale in California, il più grande stato tra quelli rimasti e la Clinton ha bisogno di una vittoria convincente per rilanciare la sua corsa in vista della sfida con Trump.

Non sembra invece esserci più gara sul fronte dei repubblicani. Donald Trump ha trionfato in Oregon e per lui ormai non c’è più alcun rivale che possa ostacolare la sua nomination alle primarie per il partito alle prossime presidenziali degli Stati Uniti.

Intanto Donald Trump fa discutere, ancora una volta, per le sue dichiarazioni. Il miliardario statunitense ha infatti dichiarato di voler incontrare il dittatore della Corea del Nord Kim Jong-un, oltre ad aver annunciato l’intenzione di abolire la riforma dei mercati finanziari voluta da Barack Obama, nel caso venisse eletto presidente.