Tra i molti cortei organizzati in tutta Italia per il Primo Maggio, festa dei lavoratori, c’è stato anche quello che si è svolto a Torino e che ha fatto segnare alcuni scontri tra appartenenti ai centri sociali e la polizia. I momenti di maggior tensioni si sono registrati soprattutto in coda alla manifestazione, quando le forze dell’ordine, tra via Roma e piazza Castello, hanno dovuto fermare un gruppo di circa duecento persone decise a raggiungere piazza San Carlo, dove si stava svolgendo il comizio di Enrica Valfré, segretaria della Cgil.

Gli scontri nel corteo del Primo Maggio sono durati, fortunatamente, soltanto un paio di minuti. All’altezza di via Cesare Battisti è partito un lancio di sassi e uova ai danni della polizia, che ha dovuto procedere con alcune cariche per sedare i manifestanti dei centri sociali. Secondo la polizia che è intervenuta, all’interno del gruppo che ha provocato lo scontro sarebbero stati presenti almeno venti individui col volto coperto e armati di bastoni.

Dopo gli scontri nel corteo del Primo Maggio, il Movimento Cinque Stelle ha deciso di prendere provvedimenti per individuare i responsabili di quanto accaduto a Torino. Secondo Alberto Unia, capogruppo del Movimento Cinque Stelle del Comune di Torino: “Senza apparente motivo la polizia ha caricato i gruppi di manifestanti. Si sarebbe potuto evitare: chiudere la piazza e non consentire a qualcuno di poter manifestare il dissenso, crea tensioni inutili che minano il processo democratico“.

Di tale parere anche la consigliera comunale Maura Poli, vicina al centro sociale Gabrio, che avrebbe dichiarato: “La situazione era tranquilla e lasciar manifestare sarebbe stata la soluzione migliore, per questo stavo cercando di mediare tra polizia e manifestanti durante il corteo, ma non sono stata ascoltata ed è partita la carica. Sono stata anche io colpita dalla polizia“.