Oppido Mamertino è salito agli onori della cronaca per l’inchino della statua della Madonna, durante la processione del 2 luglio in onore di Maria SS. Delle Grazie, davanti alla casa del boss Peppe Mazzagatti. Il sindaco del paesino calabrese, Domenico Giannetta, dopo aver incassato decide di rispondere a tutti, ma in particolare al ministro dell’Interno Angelino Alfano, che aveva definito “rituali ributtanti” ciò che era accaduto in provincia di Reggio Calabria.

“Le ricostruzioni fatte dalla stampa sono state lacunose. Siamo indignati e colpiti nel profilo personale e istituzionale. I fatti diffusi in modo sommario e approssimativo denigrano la comunità che abbiamo il piacere e l’orgoglio di rappresentare da solo un mese. Sentiamo il dovere di intervenire in modo chiaro e inequivocabile, delineando al meglio la verità dei fatti per come l’abbiamo vissuta, in quanto è necessario colmare alcune lacune informative e sanare difformità che le notizie a oggi hanno riportato”.

Il primo cittadino fa riferimento al fatto che la statua non ha fatto alcun inchino al boss: “La ritualità di ruotare la vara verso il corso Aspromonte è prassi consolidata da oltre 30 anni perché la Madonna, durate il Corteo, non attraversava e non attraversa tuttora quel tratto di paese”.  Alfano aveva definito “esemplare” il comportamento dei Carabinieri, che si sono allontanati proprio durante questa fermata.

Sulla vicenda, sono in corso accertamenti per identificare le persone che avrebbero deciso e messo in atto l’omaggio al boss 82enne. Pochi giorni fa, durante la sua visita in Calabria, Papa Francesco aveva scomunicato gli esponenti della ‘ndrangheta. E molti, in quel che è successo durante la processione, hanno visto una risposta da parte di alcuni. Una sorta di sottomissione al boss.