I tre agenti della polizia penitenziaria coinvolti nel caso della morte di Stefano Cucchi sono stati definitivamente assolti dai reati per cui erano stati imputati nel corso del processo che avrebbe dovuto cercare di far luce sulle cause del decesso del giovane geometra romano. Dopo la sentenza della Corte di Cassazione, che ha stabilito la definitiva assoluzione dei tre agenti, l’avvocato difensore di uno di loro, Massimo Mauro, ha fatto sapere che il suo assistito Antonio Domenici e gli altri agenti assolti – Meneghini e Santantonio – leggeranno le carte della nuova inchiesta che si svolgerà (per i cinque medici accusati della morte di Stefano Cucchi si dovrà ripetere il processo mentre un filone bis sarà aperto per cinque uomini dei carabinieri indagati) e se non saranno presenti motivi ostativi, potrebbero costituirsi parte civile contro i carabinieri.

I tre agenti della polizia penitenziaria potrebbero dunque molte presto sedere sul banco delle parti civili, assieme alla famiglia di Stefano Cucchi, per ricevere un risarcimento per tutto ciò che avrebbero subito nel corso di questi anni. Come spiega l’avvocato Massimo Mauro, i tre agenti coinvolti nella morte di Cucchi potrebbero aspettarsi anche che qualcuno porga loro delle scuse.

Fra gli uomini dell’Arma indagati – cinque in tutto: tre per lesioni aggravate e due per falsa testimonianza e sono accusati di aver pestato violentemente Stefano Cucchi la notte del suo fermo, all’interno della caserma Appia. Su tutta questa vicenda indaga la Procura di Roma, che ha infatti deciso di aprire un filone di inchiesta bis.