Prosegue presso il tribunale di Bari il cosiddetto processo escort nel quale sono imputati Gianpaolo Tarantini, Sabina Beganovic, Massimiliano Verdoscia, Pierluigi Faraone, Letizia Filippi e Francesca Iana.

Il pm Eugenia Pontassuglia al termine della sua requisitoria ha chiesto pene molto severe per reati che includono lo sfruttamento, favoreggiamento e induzione alla prostituzione di 26 ragazze che sarebbero state condotte nella residenza di Silvio Berlusconi in un arco di tempo che va dal 2008 al 2009. Nella giornata di ieri era poi stato ipotizzato che anche Manuela Arcuri sarebbe stata tra le richieste del Cavaliere.

Per Tarantini, che secondo il pm avrebbe voluto “accreditarsi” presso il premier, sono stati chiesti 8 anni; più lieve la richiesta per Verdoscia e Faraone, corrispondente a 6 anni; mentre per la Began, Filippippi e Iana pene che vanno dai 3 anni ai 18 mesi.

Obiettivo di Tarantini sarebbe stato l’ingresso in Forza Italia, partito per il quale avrebbe voluto candidarsi alle europee del 2009, e quindi la conduzione di affari – mediati da Berlusconi – con Finmeccanica e Protezione Civile.

La Pontassuglia ha affermato che durante le serate presso Palazzo Grazioli, Arcore e Villa Certosa era richiesta la presenza di “ragazze da combattimento”, eufemismo con la quale il pm indica nello specifico il reclutamento di Barbara Guerra e Ioana Visan.

Mentre alla prima sarebbe stata donata una villa a Bernareggio e un bilocale a Milano e quindi 10mila euro per evitare che potesse testimoniare al processo, alla seconda venivano pagate le spese di affitto e quelle telefoniche.

Il tutto, stando alle ricostruzioni del pm, accompagnato dai pagamenti per le singole prestazioni: “Quindi Visan e Guerra per avere rapporti sessuali con Berlusconi venivano pagati sia da Berlusconi sia da Gianpaolo Tarantini, che solitamente versava alle ragazze mille euro a prestazione.